Di Maio: Nessuna spaccatura nel governo

Chiaro, lampante, e senza alcuna preoccupazione di essere smentito. Così è parso in queste ore il vice premier Luigi Di Maio nelle sue uscite pubbliche e ‘mediatiche’ rispetto al grande tema della presunta divergenza di opinioni e vedute tra le due grandi componenti del governo gialloverde, e cioè per l’appunto la Lega e il Movimento Cinque Stelle, tali da poter far presupporre spaccature e contrasti.
La chiarezza del ministro circa la profonda unità di intenti tra le parti è chiara così come la semplice schiettezza con cui ammette le diversità di opinioni che ci sono all’interno dei membri dell’esecutivo.
“Non vedo nessuna spaccatura nel governo e nella maggioranza. Poi ognuno ha le sue opinioni”, afferma Di Maio. Questo anche un po’ ad allontanarsi della posizioni di Roberto Fico e su quanto appunto dichiaarato dal presidente della Camera sul caso Diciotti e sulla posizione di Matteo Salvini. Il vicepremier blinda la serietà dell’intesa con il suo partner di governo e si rivolge a Fico con un accenno che sa di critica, indicandogli di parlarne in sede privata: “Quello che ho da dirgli glielo dirò da amico, in privato”. Anche il successo di Fico a Ravenna, alla Festa dell’Unità è tema di chiarimento per il leader del movimento: “Gli applausi? C’erano tante persone nostre tra il pubblico. Anche per questo avete visto la folla”.
Poi, il vicepremier ha parlato anche delle polemiche sulla posizione anti Francia di Salvini e anche sulla questione libica: “L’unico modo per risolverla è convocare prima possibile la conferenza di pace di cui stiamo parlando da mesi e che è stata anche oggetto di discussione tra Conte e Trump a Washington. Bisogna coinvolgere tutti, mettere al tavolo tutti, anche paesi del Mediterraneo importanti per la stabilizzazione dell’area, e gran parte degli attori in campo, come Egitto e Russia. L’unica cosa che non vogliamo fare è come nel 2011: esportare democrazia con bombe o giustificare interventi militari, perchè se la Libia è in queste condizioni è per questi atteggiamenti e perchè ci sono altri paesi molto più ostili e attivi di noi che stanno causando non pochi danni”.