Diabete in Italia: un malato su due non fa ricorso alle cure

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    La giornata internazionale per prevenire e curare il diabete – che illuminerà di blu il 14 novembre strutture ospedaliere e monumenti in diverse città – sarà incentrata quest’anno sulla famiglia. Diabete che colpisce cani e gatti, tra i quali la patologia è in aumento per la cattiva cura da parte dei proprietari. Basandosi sui dati, è ormai noto che in tutto il mondo i malati sono in continuo e drammatico aumento. Tanto che sembra ormai questione di poco tempo affinchè il diabete possa far saltare in aria tutti i sistemi sanitari pianeta. In particolar modo, ma non solo, quelli dei paesi occidentali. Questo è causato dal fatto che non solo i paesi in via di sviluppo si stanno rapidamente conoscendo tale malattia, poiché non fanno quasi mai ricorso frequentemente alle diete tradizionali, per ingurgitare cibi di qualsiasi tipo e di qualsiasi provenienza. L’unica via percorribile – evidenziata di recente anche al congresso europeo Easd – è la prevenzione. Facile a parole ma complicatissimo nella teoria. Perché la prevenzione passa dal praticare uno stile di vita attivo – stabilmente attivo – e da una alimentazione corretta. E non c’è nulla di più problematico che sottoporre il proprio stile di vita ad un radicale cambiamento. E così i numeri aumentano pericolosamente. 425 milioni di malati nel mondo, che potrebbero salire a 552 milioni nel 2030. Soltanto nel nostro Paese un milione di persone non si accorge di essere malato. E quelli che ne sono a conoscenza e si stanno sottoponendo a cure sono già quattro milioni. Persone che tendono a costare alle casse della sanità italiana, in termini di ricoveri per complicanze del malanno soprattutto, ricoveri che superano abbondantemente la durata di un giorno rispetto a soggeti non diabetici, e due volte più numerosi. Ma non solo: vi sono le spese per il controllo e la cura, anche questi due volte superiore ai costi per i non diabetici (circa 2900 euro contro i 1300), quelli riservati ai medicinali e si dispositivi.E anche se l’assistenza italiana può vantare un’eccellenza rispetto agli altri paesi, e lo sottolineano anche i numeri degli annali dell’Associazione medici diabetologi – solo un malato di diabete su due si rivolge ai centri specializzati, gli unici che hanno il permesso a prescrivere farmaci più nuovi ed efficaci. Mentre invece – rammenta la Sid, la Società italiana di diabetologia – un paziente su quattro fa ricorso a farmaci vecchi e a rischio ipoglicemie, come le sulfaniluree, o le glinidi (9 per cento dei pazienti). Non si può certo arrestare un’onda anomala utilizzando delle dighe di cartone. Per questo motivo il neopresidente Sid, Francesco Purrello, fa una vera e propria richiamo alla difesa contro il diabete. “Non arrendiamoci alla malattia – ripete – dobbiamo pensare a incentivi per chi fa attività sportiva, arginare i danni del cibo spazzatura. Essere convincenti e utilizzare qualcunque mezzo per diffondere i nostri messaggi”.
    E si intitola infatti #MoveAndTheCity il contest fotografico della Sid sui social. “Un modo nuovo, attraverso Instagram – spiega la professoressa Simona Frontoni, responsabile Sid per la giornata mondiale del diabete – per invitare chi ci segue ad esplorare le città con i propri cari e raccontare come ci si tiene in movimento in famiglia. Correre in un parco, andare in bici, fare fitwalking , ogni spunto è buono. E a postare la foto”. Il vincitore del concorso riceverà come premio una fotocamera di ultima generazione.