Home BENESSERE A TAVOLA Dimagrire via social Network: si può. Ecco cosa dicono gli esperti

Dimagrire via social Network: si può. Ecco cosa dicono gli esperti

Ultimo aggiornamento 12:30
IoT (Internet of Things) concept.

Anche se passata ormai, o quasi, la stagione estiva e le diete sembrano essere finite già in cantina, nei mesi scorsi è venuto fuori, in modo esponenziale, uno tra i regimi alimentari più innovativo che si conosca.

Quello dei social network. Dimagrire tramite i social? Sembrerebbe che si possa fare, ed è quanto stanno facendo, come visto nei mesi scorsi, numerosi utenti del web.

Tra le tante diete dimagranti una ha suscitato parecchie curiosità, ed è la dieta social.Che cosa è? E come funzionerà? E che cosa prevede nel dettaglio.

Dieta social, la nuova frontiera del dimagrire navigando sul web

Allora che cosa è la Dieta Social? In primo luogo, con tutte le precauzioni del caso, è bene approfondire alcuni aspetti. La Dieta Social è una nuova tecnica di alimentazione diffusa tramite Social Network, e basta sul metodo molecolare del Professor Pier Luigi Rossi. Su che cosa verte?

In pratica, sulla conoscenza delle molecole nutrienti contenute negli alimenti. La responsabile del piano dietetico Stefania De Napoli, suggerisce di far raggiungere il peso forma in salute senza dover contare le calorie e senza pesare i cibi, conducendo un piano alimentare della durata di tre settimane.

Il lato social si fonda su questo concetto: che si tratta di un programma dietetico collettivo. In pratica funziona così: ci si iscrive, si entra in contatto con tutti i partecipanti e si prosegue insieme nella ‘condivisione’ della dieta.

Lo schema tecnico impone un’alternanza di quattro giorni proteici e un giorno glucidico; il pasto proteico implica l’assunzione del doppio delle proteine confronto ai carboidrati.

La Dieta Social sostanzialmente incoraggia la omologazione del processo di dimagrimento attraverso piani alimentari identici per tutti, anche se senza un consulto individuale con una persona qualificata.
Non è concepita come una dieta strutturalmente basata su fondamenti medici individuali, dal momento che è per tutti e dunque non considera le esigenze del singolo. E di conseguenza, per taluni potrebbe essere troppo ipocalorica e produrre una serie di carenze o eccessi o errori di assimilazione controversi.