Dimissioni Nikki Haley. La voce ‘fuori dal coro’ della presidenza Trump

    Ultimo aggiornamento 00:00

    Si è dimessa ieri l’ambasciatrice dell’Onu, in rappresentanza del governo Trump, Nikki Haley. Una notizia che ha colto impreparati molti addetti ai lavori: dalla stampa, agli altri membri della presidenza. Haley, che inizialmente non sosteneva le scelte del suo presidente, è stata vista sempre come una voce fuori dal coro. Sostenitrice della campagna ‘Me too’, si è schierata a difesa delle donne, quando Trump veniva accusato di molestie. È stata tra le prime a condannare le violenze razziste che sono avvenute in America negli ultimi tempi. A dare l’annuncio delle sue dimissioni è stata la portavoce della White House Sarah Sanders che ha confermato un incontro avvenuto nella mattinata di ieri (pomeriggio in Italia) tra la stessa ambasciatrice e il presidente Usa. Trump ha dichiarato che il compito della Haley scadrà ufficialmente a fine 2018, sottolineando che era già a conoscenza della notizia ben sei mesi fa. Haley ha confessato la sua necessità di staccare  dopo due anni intensi all’Onu. ‘Ha fatto un lavoro fantastico, e abbiamo lavorato benissimo insieme’. Questo l’elogio di Trump della sua collega, durante una conferenza stampa. Donald Trump aveva anticipato tutti su Twitter, parlando di un ‘grande annuncio’ con la ‘sua amica’ Nikki Haley.  L’ambasciatrice Onu è stata ex governatrice del South Carolina, figlia di immigrati indiani, convertita alla politica trumpiana solo in un secondo momento. Il presidente ha voluto precisare che Haley non è stata licenziata, ma ha abbandonato il suo incarico dopo aver trovato un’intesa con lui. I media americani non erano preparati a questa svolta, ma la decisione pare che abbia preso alla sprovvista anche i funzionari della Casa Bianca. Dal vicepresidente Mike Pence dal capo dello staff John?Kelly. La stessa ambasciatrice ha dichiarato che ‘è stato l’onore di una vita’ collaborare con Trump, e smentisce una notizia delle ultime ore, che vede una sua candidatura alle elezioni americane, in programma fra due anni del 2020. Molti sostengono che le sue dimissioni in realtà siano il preludio ad un compito ancor più gravoso e importante, ovvero la presidenza del Gop. Ma Haley ha assicurato che sosterrà quello che fino adesso  è stato (e sarà almeno fino a dicembre) il suo capo nella campagna di rielezione presidenziale. Se ne va dunque da amica di Trump di cui ha ben interpretato la zigzagante linea in politica estera. Anche se non è stata sempre d’accordo con lui soprattutto sulla Russia per cui si è augurata sempre – e lo ha ripetuto più volte – sanzioni più dure. E dopo le violenze razziste di Charlottesville in Virginia, ha precisato di aver avuto una ‘conversazione personale’ con il presidente a proposito della sua morbida risposta alle violenze dei suprematisti bianchi che alla Haley proprio non è piaciuta. Ha tuttavia avuto rapporti freddi con il primo segretario di Stato, Rex Tillerson, indigesto allo stesso presidente che lo ha poi silurato, e si è scambiata più volte complimenti con l’attuale capo della diplomazia Mike Pompeo, che va a genio a Trump ed è da poco reduce da un incontro sembra fruttuoso con il dittatore nordcoreano. ‘Ha individuato almeno tre posti per il prossimo vertice con Kim Jong Un’ ha detto Trump di Pompeo confermando la loro sintonia. Un mese fa Haley ha inoltre confermato la sua fedeltà a Trump: il giorno dopo l’editoriale anonimo di un funzionario della Casa Bianca sul New York Times in cui si denunciava il caos dell’amministrazione Trump e la puerilità del presidente, Haley ha deciso di rispondere con un editoriale sul Wahington Post naturalmente firmato ‘Non sono sempre d’accordo con il presidente’ scrisse Haley nell’articolo del 7 settembre sul WaPo. ‘Quando c’è disaccordo c’è un nodo giusto e un modo sbagliato per affrontarlo. Io alzo il telefono, lo chiamo o lo incontro di persona’. Critica affatto velata a chi invece ha scelto un articolo anononimo di denuncia. Il suo successore sarà nominato tra due-tre settimane, ha detto Trump il quale spera in un ritorno dell’unica donna di punta della sua amministazione ‘spero che torni a un certo punto… magari con un differente ruolo, spetta a lei decidere’. ?Il presidente degli Stati Uniti ha poi smentito le voci secon cui la figlia Ivanka potrebbe essere nella rosa dei possibili successori. ‘Nessuno al mondo sarebbe più competente’ di Ivanka per sostituire Nikki Haley come ambasciatrice Usa all’Onu, ha dichiarato Trump escludendo di nominare la figlia prediletta perché altrimenti verrebbe accusato di nepotismo. ‘Ivanka sarebbe dinamite all’Onu’ ha aggiunto il tycoon, parlando con i cronisti alla Casa Bianca prima di partire per un comizio in Ohio.