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“Distrutto un mezzo corazzato e catturati missili italiani in uso all’esercito ucraino”, scrive l’Ambasciata russa

Per la seconda volta in poche settimane, attraverso la sua Ambasciata a Roma, il Cremlino è tornato a sottolineare l’apporto bellico che il nostro paese starebbe assicurando all’Ucraina, nel confitto contro la Russia.

L’ambasciata russa: “Distrutto un veicolo corazzato ‘Iveco Lmv 4×4’ di fabbricazione italiana, in uso all’esercito ucraino”

Se la prima volta la ‘denuncia’ riguardava la presunta presenza sul suolo ucraino delle ‘proibite’ mine di fabbricazione italiana (cosa poi smentita dal ministro Crosetto), stavolta – sempre accompagnando delle foto – i diplomatici di Mosca parlano di “Un veicolo corazzato dell’esercito ucraino ‘Iveco Lmv 4×4’ di fabbricazione italiana che è stato distrutto durante l’operazione militare speciale. La sorte dei mezzi militari trasferiti al regime di Kiev è prevedibile e poco invidiabile“.

L’ambasciata russa già ieri su Fb: “Catturati al nemico missili italiani anticarro ‘Milan’, ora sono in buone mani”

In realtà, già ieri sera, attraverso la sua pagina Facebook. l’ambasciata russa postato una fotografia raffigurante i missili italiani anticarro ‘Milan’catturati al nemico, e che ora – hanno aggiunto ironicamente – aiutano i difensori della Repubblica Popolare di Donetsk a combattere i neonazisti ucraini. Almeno quest’arma è in buone mani“.

L’ambasciata russa: “Molte armi della Nato, fornite al regime di Kiev, vengono rivendute alle organizzazioni criminali”

Ma non solo, l’ambasciata russa a Roma ha anche voluto sottolineare un altro fenomeno legato alla fornitura di armi da parte dell’Occidente c che, se reale, sarebbe alquanto preoccupante: “Nel frattempo, secondo i dati dell’Europol, molte armi della Nato, fornite al regime di Kiev, finiscono sul mercato nero e vengono rivendute alle organizzazioni criminali in Europa e altrove“.

L’ambasciata russa attacca anche ‘Repubblica’ per il “tentativo di gettare un’ombra sull’ambasciata russa, è sconcertante”

Infine l’ambasciata di stanza nella Capitale ne ha anche per il quotidiano ‘La repubblica’ perchéCi ha colpito l’articolo assai strano, ‘E l’ex consigliere viene portato alla corte di Razov: “Lavorerai per i russi’, in cui si fa riferimento ai ‘collegamenti criminali’ di alcuni cittadini italiani con l’ambasciata russa a Roma. E’ chiaro che la sua apparizione sulle pagine di questo giornale è collegata alle attuali beghe politiche interne italiane“. Dunque, commentano dall’ambasciata, “Il tentativo di gettare un’ombra sull’ambasciata russa è sconcertante.  Se qualcuno volesse seriamente fare una lista di cittadini italiani che cercano incontri con il personale dell’ambasciata, non basterebbero tutte le pagine di “Repubblica”… Ma non è forse uno dei compiti di qualsiasi missione diplomatica avere contatti con le autorità e la società del Paese ospitante?“.

Max

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Max Tamanti