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Draghi bacchetta i furbetti del vaccino: “Con che coscienza si saltano le liste?”, ed ‘apre alle riaperture’

GIANCARLO GIORGETTI, MARIO DRAGHI, FEDERICO D'INCA', LUIGI DI MAIO

Definitivamente tramontata la tornata del premier ‘piacione’, finalizzato al pubblico gradimento attraverso una continua esposizione mediatica, salvo poi fare politicamente ‘il pesce in barile’, finalmente alla guida del Paese è sopraggiunto un pratico economista, rigoroso ed inflessibile.

Dopo aver attentamente ‘sondato’ i ‘politicucci’ che puntualmente inguaiano il Paese, trascinandolo in fangoso vortice – spesso accompagnato da  intrallazzi, corruzione, nepotismo e quanto di peggio – ora Draghi inizia ‘farsi sentire’ alzando la voce. E la cosa bella è rappresentata del fatto che il capo del governo abbia impiegato la propria grinta a favore di una causa prettamente sociale: “Con che coscienza la gente salta la lista del vaccino contro il Covid, sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?“.

Draghi: “La campagna vaccinale raggiungerà l’obiettivo ma non tralasciamo gli over 75”

Una vera e propria frustrata, schioccata nel bel mezzo di una conferenza stampa aperta a vari temi. Tuttavia il presidente del Consiglio ha volto esordire proprio parlando dei vaccini, perché da qui il Paese può e deve riparte. “La disponibilità dei vaccini non è calata, i numeri sono tornati a livelli precedenti Pasqua. Sta risalendo, secondo il trend previsto dalla programmazione. Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti, quello che occorre – ha poi aggiunto rivolgendosi agli over 75 – è concentrarsi su questa fascia d’età“.

Draghi: “C’è disparità fra le Regioni faremo in modo che arrivino tutte insieme”

Quindi, sempre rivolto alla campagna vaccinale, Draghi ha tenuto a rimarcare un tema a lui molto caro: “ci sono regioni più avanzate, ci sono molte diversità, insospettabili, questo dovrà influenzare le riaperture. Nelle Regioni più avanti sarà più semplice aprire. In tutto c’è la volontà mia e del governo di vedere le prossime settimane come settimane di riaperture e non di chiusure. Ma in sicurezza, a cominciare dalle scuole”.

Draghi: “Non solo Salvini ma anche Bersani, tutti confidiamo nelle riaperture…”

Riaperture. Incalzato anche la dal leader della lega, affinché alcune di esse si possano anticipare alla scadenza del 30 aprile, il premier spesa che “Ho visto Salvini, ho visto i presidenti delle Regioni ma anche dei Comuni, e questa mattina ho visto anche Bersani. Tutti chiedono aperture ed è normale chiederle, perché la miglior forma di sostegno non è quella che da il governo ma sono le riaperture”.

Draghi: “Il governo con i vaccini sta lavorando per accelerare le riaperture”

“Le riaperture dovranno esserci – ribadisce dunque il premier – ma non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni ma questo dipende dall’andamento dei contagi. Questo è un dato certamente, poi ce ne sono anche altri come l’andamento delle vaccinazioni delle classi a rischio. La data del 30 aprile è quella della scadenza del periodo previsto nell’ultimo decreto, dove si dice anche che qualora l’andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità si possono riconsiderare le cose anche prima di quella data. Il governo sta lavorando su tutto questo”.

Draghi: “Stagione turistica al via dal 2 giugno? Speriamo, l’importante è prepararsi bene”

Infine, rispondendo ad una domanda, Draghi ha concluso replicando: ”Il ministro Garavaglia ha indicato il 2 giugno per la riapertura del settore turistico? Speriamo, magari anche prima, chi lo sa. La cosa importante è prepararsi alla stagione turistica e non darla per abbandonata”.

Max