Home POLITICA ECONOMIA Draghi saluta e lascia la Bce confermando i tassi fermi

Draghi saluta e lascia la Bce confermando i tassi fermi

Ultimo aggiornamento 20:28

Come era giusto che fosse, al tavolo del Consiglio sedeva anche Christine Lagarde, dal primo novembre nuova presidente, “Ma non ha preso parte alla discussione” ha spiegato Mario Draghi, che stamane ha presieduto il suo ultimo Consiglio direttivo della Bce. Un incontro come da previsioni senza nessuna sostanziale novità ma, per ovvi motivi, attraversata da un velo di malinconia.
Dunque, al termine del Consiglio, il ‘nostro’ ha affrontato i giornalisti per informarli: “Gli ultimi dati confermano il giudizio sulla debolezza della dinamica della crescita dell’Eurozona e le basse pressioni sull’inflazione“, ha affermato il presidente uscente, aggiungendo poi che sull’Eurozona, “restano rischi al ribasso legati alla incertezze commerciali e geopolitiche a livello globale“. Sul capitolo inflazione invece, “dall’1% di agosto è scesa a settembre allo 0,8% per via del calo dei prezzi alimentari e energetici. E’ previsto inoltre un nuovo debole calo prima di una leggera ripresa a fine anno“. Infine Draghi è intervenuto anche sulla politica monetaria sostenendo che “Tutti discutono, ci sono divergenze nelle discussione sulle decisioni di politica monetaria e non è stata la prima volta che non c’è stata unanimità nel Consiglio Direttivo“. Infine, sulle uscite pubbliche di rappresentanti del Consiglio, contrariati dalle soluzioni approvate nella scorsa riunione di settembre, il presidente ha tenuto a commentare: “Francamente non sono stato sorpreso dalle sortite di esponenti.”
Dunque, con i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (0,00%), mantenute invariati, così come per quelle di rifinanziamento marginale (0,25%), e per i depositi presso la Bce (-0,50%), confermato anche il rialzo degli acquisti netti, che dal 10 novembre segneranno una media mensile di 20 mid di euro, e che “proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della Bce”.
Per quel che riguarda invece la specifica ‘guidance’, “i tassi che dovrebbero mantenersi livelli pari o inferiori a quelli attuali, almeno fino a quando finché il Board non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo“. Infine, confermata anche la continuità degli re-investimenti del capitale rimborsato “sui titoli in scadenza già acquistati in passato, per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”
Max