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Economia, l’Istat: “Le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso”

Abbiamo un intreccio di concause che sono preoccupanti e, inevitabilmente, faranno agire la Banca centrale nella direzione di contenere l’inflazione con una revisione dei tassi d’interesse. Questo, in un Paese come il nostro, in cui abbiamo un alto indebitamento, produrrà degli effetti, ci colpirà in maniera più intensa”.

Per quanto ipotizzabile vista la gravità degli accadimenti che continuiamo ad incontrare lungo la nostra strada (dalla pandemia alla guerra in Ucraina), non poteva certo non essere che impietoso il quadro economico del nostro Paese, tracciato oggi da Cristina Freguja, direttore centrale Istat per le statistiche sociali e il welfare.

L’Istat: “Le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso”

Dunque, spiega l’esperta, “Gli interventi di bilancio che dovranno essere agiti dal governo dovranno essere ben mirarti e calibrati, per aumentare l’efficacia e contenere il costo”. Purtroppo, come evidenziato, ‘‘Le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso quali ulteriori incrementi nel sistema dei prezzi, una flessione del commercio internazionale e l’aumento dei tassi di interesse”. Nel dossier intitolato ‘Prospettive per l’economia italiana’, vengono illustrate anche le aspettative di famiglie ed imprese che, secondo l’Istat, ”potrebbero subire un significativo peggioramento”.

L’Istat: “Si prevede l’ulteriore riduzione del commercio internazionale e la potenziale ripresa dei tassi d’interesse”

Inevitabilmente, ha quindi aggiunto illustrato il responsabile del Servizio per l’analisi dei dati e la ricerca economica, sociale e ambientale dell’Istat, Fabio Bacchini, ”L’Italia sperimenterà ancora un biennio di crescita del pil, con forti criticità legati a fattori di rischio, come l’ulteriore riduzione del commercio internazionale e la potenziale ripresa dei tassi d’interesse. Sono tutti fattori che potrebbero minare pesantemente i numeri che abbiamo diffuso oggi”.

L’Istat: “L’inflazione dovrebbe crescere del 5,8% mentre, per il prossimo anno (2023), dovrebbe invece  scendere fino al 2,6”

Passando alle previsioni attraverso i numeri, piatto forte della casa, l’Istat stima che nel corso dell’anno l’inflazione dovrebbe crescere del 5,8% mentre, per il prossimo anni (2023), dovrebbe invece  scendere fino al 2,6: ”Si prevede che la crescita dei prezzi dei beni energetici contribuisca a un deciso aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti nell’anno corrente (+5,8%), i cui effetti dovrebbero attenuarsi nel 2023 (+2,6%)”.

Quindi ‘sulla carta’, sebbene in lieve rallentamento rispetto al 2021, dal Pil italiano si attende ancora una crescita sia per il 2022 (+2,8%), che per 2023 (+1,9%).

L’Istat: “La disoccupazione tenderà però a scendere a vantaggio dell’occupazione in aumento a fine anno”

Altro tema ‘caldo’ nel nostro Paese, la disoccupazione che ci si aspetti tenda finalmente a scendere ”sensibilmente quest’anno (8,4%) e, in misura più contenuta, nel 2023 (8,2%). L’evoluzione dell’occupazione, misurata in termini di Ula, in linea con il miglioramento dell’attività economica con un aumento più accentuato nel 2022 (+2,5%) rispetto al 2023 (+1,6%)”.

Max