Editoria e agricoltura, temi caldi nella manovra

    Ultimo aggiornamento 00:00

    Il rigido freddo pre Natale non abbassa il bollore caldissimo della tensione su alcuni temi legati alla manovra come Editoria e agricoltura. Temi che per alcuni sono scottanti, e attorno ai quali, per altri, taluni invece potrebbero scottarsi. L’Editoria è una ferita aperta tra le associazioni e l’ordine di categoria e il vice primo ministro Luigi di Maio, mentre sull’agricoltura c’è tensione. La posizione si Salvini, specie sulla editoria, è da temporeggiatore.
    In merito ai tagli all’agricoltura, Salvini ha ad esempio provato a ribadire come ha già fatto in altre precedenti occasioni che l’Italia “non voterà” il prossimo bilancio europeo qualora non dovessero saltare i tagli all’agricoltura e alla pesca. “Se spendono 15 miliardi per gli stipendi per i burocrati, 7 miliardi per la Turchia e tagliano i soldi agli agricoltori italiani noi non voteremo mai quel bilancio”.
    Ma il vero tema spinoso di questi giorni è quello relativo alla editoria, con i presunti tagli messi in emendamento e poi ripresentati in Senato per ciò che riguarda i piccoli movimenti di categoria.
    Soldi all’editoria, un tema che fa preoccupare il governo. “Che Avvenire, il giornale della conferenza episcopale italiana, prenda sei milioni di euro di contributi pubblici dai cittadini italiani” non va bene, sostiene Soldini. “Penso che parte di questi soldi possano essere spesi per chi è davvero in difficoltà”. Per il ministro dell’Interno “in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti, penso che siano troppi 130 milioni di euro che i cittadini italiani, quando faticano a tirare a fine mese, danno ogni anno a giornali”.
    Ma c’è un terzo argomento oltre alla editoria e ai tagli agricoli, che tiene in difficoltà il governo, ed è quello della compravendita.
    In questo caso, Di Maio in relazione al passaggio dei parlamentari dal M5s a Forza Italia ha detto: “Non è un paese normalissimo quello in cui il capo di un partito, come Berlusconi, dice che comincia a comprare parlamentari. Ho detto ai miei di fingersi interessati alle offerte e di registrare, avrete qualche scoop”.