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“Entro un mese la saturazione dei letti nelle terapie intensive”, avverte l’Anaao Assomed. “Colpa dei tagli”

Ultimo aggiornamento 16:32

Qualcuno ricorderà, fra le moltissime voci di tecnici ed esperti, anche quella dell’Anaao Assomed (sindacato della dirigenza medica) che, attraverso il suo segretario, Carlo Palermo, allo stato dei fatti,  avvertì che gli ospedali non avrebbero potuto reggere oltre due mesi davanti all’avvento di una seconda ondata di contagi.

Anaao Assomed: “Dopo la prima ondata forse qualcuno ha dormito…”

Oggi il quadro è velocemente mutato e, rettifica il segretario dell’Anaao Assomed “Con questo andamento avremo un mese di respiro prima della saturazione dei letti in terapia intensiva. Forse ero stato un po’ ottimista”, aggiunge ora. “Ma i conti sono presto fatti: i letti attivati e disponibili in terapia intensiva sono in realtà 6.600, ne mancano 2.400 per arrivare ai 9.000 previsti. Possiamo dire che qualcuno ha dormito dopo la prima ondata”.

Anaao Assomed: “ il Covid fa emergere gli effetti di anni di tagli alla sanità, usata come bancomat

Inevitabilmente, come capita puntualmente quando ci si trova in una situazione di emergenza, parte il classico distinguo fra quelli che hanno mostrato di essere i ‘primi della classe’, ed i ‘ritardatari’: “Nei mesi scorsi occorreva prepararsi – rimprovera infatti Palermo – E se Veneto, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia si sono adeguati allo standard previsto di 14 letti per 100mila abitanti, ci sono altre Regioni che sono ancora a metà percorso. E’ il caso di Abruzzo, Calabria, Campania”. Del resto, rimarca ancora l’esperto, “il Covid non fa sconti a nessuno, e fa emergere gli effetti di anni di tagli alla sanità, usata come bancomat per ottenere il pareggio di bilancio”.

Anaao Assomed: “Abbiamo ancora un mese di tempo, e le rianimazioni collasseranno”

Dunque, se a ieri i pazienti nelle terapie intensive erano 926, “bisogna pensare che il 60% dei letti normalmente è occupato da altre patologie, pazienti in coma, vittime di incidenti stradali. Dunque, su 6.600, sono 4.000 quelli destinati ai ricoveri ordinari non Covid, e ne resterebbero poco più di 2.000, di cui circa mille già occupati. Ecco perché dico che, di questo passo, la saturazione arriva presto. I casi di oggi infatti causano ricoveri ospedalieri in media dopo una settimana, mentre dopo 10 giorni vediamo quelli in terapia intensiva. Abbiamo un mese di tempo”.

Max