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Erc: dopo le dimissioni di Ferrari parte il ‘cappotto’ degli scienziati: “Era stato sfiduciato”

Sia ben chiaro, si parla di uno dei massimi esperti delle nanomedicina di fama  mondiale, uno scienziato profumatamente pagato degli Stati Uniti, per condurre ricerche sul cancro. Dunque il professor Mauro Ferrari è un fior fiore di professionista e, non a caso, era stato posto a presiedere il Consiglio europeo per la ricerca (Erc). Un ruolo che il ricercatore ha da subito onorato al meglio. Fino a quando, ‘fiutata’ la pericolosità del Covid-19, percependone i pericolosi e radici risvolti, si è battuto per metter su una task force permanente, esclusivamente impegnata a studiare – e quindi contattare – l’epidemia in atto. Una proposta inspiegabilmente subito bocciata ‘coralmente’ dal Consiglio scientifico dell’Erc. “Sono stato estremamente deluso dalla risposta europea al Covid-19 – ha quindi confidato ai media Ferrari – Ero arrivato alla guida dell’Erc come un fervente sostenitore dell’Ue, ma la crisi del coronavirus ha completamente cambiato la mia opinione anche se continuo a sostenere con entusiasmo l’idea della collaborazione internazionale“. 

La dura replica del Consiglio scientifico dell’Erc

Dimissioni che hanno sollevato ovviamente scalpore nel mondo scientifico e non solo. Dal canto suo il Consiglio scientifico dell’Erc, ha subito replicato ‘all’affronto’, spiegando che “Non abbiamo sostenuto una iniziativa speciale perché non è di nostra competenza e la Direzione generale della Commissione per la Ricerca e per l’Innovazione, con la quale siamo in collegamento, era già molto attiva nella sviluppare nei programmi per supportare questa ricerca attraverso i canali appropriati”. Ed oggi ecco un duro comunicato, attraverso il quale viene intanto ‘specificato’ che Ferrari si sarebbe dimesso in quanto precedentemente sfiduciato.

“Ecco le quattro ragioni che motivano la sfiducia”

“Venerdì 27 marzo – si legge nella nota diramata dall’Erc – tutti i 19 membri attivi del Consiglio scientifico hanno richiesto, individualmente e all’unanimità, che Ferrari si dimettesse dall’incarico di presidente dell’Erc. Ferrari ha rassegnato le dimissioni il 7 aprile. Quindi, le sue dimissioni di fatto hanno fatto seguito ad un voto di sfiducia, unanime e per iscritto”. Ed i ‘piccati’ consiglieri dell’Erc elencano addirittura le “quattro ragioni” che hanno motivato la sfiducia. 

La prima: “Durante i tre mesi del suo mandato il professor Ferrari ha mostrato una completa mancanza di apprezzamento per la ragion d’essere dell’Erc, che è quella di sostenere l’eccellenza nella scienza di frontiera, designata e implementata dei migliori ricercatori di Europa. Sebbene abbia affermato di sostenerla nei pronunciamenti pubblici – prosegue il comunicato  – le proposte che ha fatto al Consiglio scientifico non riflettevano questa posizione. Non capiva il contesto del Consiglio europeo di ricerca all’interno del programma Horizon 2020″.

Seconda: “Fin dalla sua nomina il professor Ferrari ha mostrato una mancanza di impegno nei confronti dell’Erc, non partecipando a molte importanti riunioni, passando molto tempo negli Stati Uniti d’America e mancando di difendere il programma e la missione dell’Erc quando doveva rappresentarlo”.

Terza: “Per contro il professor Ferrari ha preso diverse iniziative personali all’interno della Commissione, senza consultare o attingere alla conoscenza collettiva del Consiglio scientifico, usando invece la sua posizione per promuovere le proprie idee”.

Quarta: “Il professor Ferrari era coinvolto in molteplici imprese esterne, alcune accademiche e alcune commerciali, che prendevano molto del suo tempo e dei suoi sforzi e che, in diverse occasioni, sono parse avere la precedenza rispetto al suo impegno per l’Erc. Il carico di lavoro associato a queste attività si è dimostrato incompatibile con il mandato di presidente del Consiglio scientifico”.

“I nostri ricercatori lavorano in libertà ed autonomia”

Quindi, tanto per completare il ‘cappotto’, i consiglieri scientifici gonfiano il faldone con altre ‘aggravanti’, e rassicurando che “I nostri ricercatori sono liberi di perseguire gli obiettivi che essi stessi definiscono e di decidere su che cosa vogliono lavorare“. Dunque, concludono infine, ”ci rammarichiamo della dichiarazione del professor Ferrari, che nella migliore delle ipotesi non dice tutta la verità. Questo Consiglio scientifico resta dedito a perseguire la missione per la quale l’Erc è stato fondato: sostenere la ricerca innovativa che viene dal basso”. Intanto nei paesi Ue l’epidemia va allargandosi…

Max