ESECUTIVO E SINDACATI CONCORDI SULLO STOP ALL’AUMENTO DELL’ETA’ PER 14MILA LAVORATORI

Al termine di una relazione tecnica rispetto all’emendamento approntato dal governo sulle pensioni, i sindacati sottolineano che i lavoratori impegnati in mansioni ’gravose’ che nel 2019 saranno esonerati dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, saranno in 14.600, per un costo di 100 milioni nel primo anno, di circa 385 mln nel triennio compreso fino al 2021. Nella tabella tecnica viene inoltre stimato che gli effetti fino al 2027, quando lasceranno il lavoro 20.900 lavoratori, la spesa sarà di 166,2 milioni di euro. Confermati anche i ’paletti’ per l’accesso all’esenzione: 30 anni di contributi e l’aver svolto mansioni gravose in almeno 7 anni nei dieci precedenti. Raccolto in 13 commi, l’articolo 21-bis, in linea di massima aderisce al pacchetto di interventi redatto dal governo. Confermata anche l’istituzione di un’apposita commissione tecnica scientifica per la definizione di attività gravose, e di una seconda impegnata nella separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale. Infine, sul piano finanziario la scheda del governo allegata all’emendamento, illustra che la deroga per i lavori gravosi “non altera strutturalmente la sostenibilità di medio e lungo periodo della spesa pensionistica, della finanza pubblica e del debito perché i relativi oneri trovano, infatti, piena compensazione nell’ambito dei saldi programmati a seguito del presente dl di Bilancio”.
M.