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Federproprietà si schiera a difesa della casa degli italiani contro la direttiva della Commissione Ue

Nei giorni scorsi, l’Avv. Giovanni Bardanzellu, Presidente di Federproprietà-ARPE ed il Sen. Riccardo Pedrizzi, Responsabile del Settore Finanze e Tesoro hanno incontrato l’On. Marco Osnato, Presidente della VI^ Commissione Finanze e Tesoro della Camera, per affrontare le varie problematiche che interessano i proprietari di immobili.

In particolare hanno rappresentato il punto di vista associativo in ordine alla Direttiva Europea sull’efficientamento energetico degli immobili (raggiungimento della classe energetica E al 2030 e di quella D al 2033 per i residenziali).
Federproprietà-ARPE ha ribadito le forti preoccupazioni più volte espresse circa i gravi rischi che incombono sulla casa e sul risparmio degli italiani ove la Direttiva dovesse passare come proposto dalla Commissione Europea ed ha ribadito la sua opposizione ad un programma di efficientamento dai ritmi così serrati che non solo sarebbe irrealizzabile nel nostro Paese senza il contributo da parte dell’UE con cui sovvenzionare gli interventi a favore dei ceti medio-bassi ma sopratutto comporterebbe l’inevitabile svalutazione di tutto il nostro patrimonio edilizio, creando speculazioni immobiliari di cui potrebbero beneficiare soltanto fondi speculativi e società finanziarie internazionali.
La Direttiva europea, infatti, non tiene in alcuna considerazione la profonda diversità del patrimonio edilizio italiano rispetto a quello degli altri Paesi europei, oltretutto costituito da immobili realizzati in epoche anche molto lontane nel tempo ed in contesti unici dal punto di vista territoriale, storico, artistico, culturale.
Questo patrimonio edilizio, secondo i due dirigenti di Federproprietà è tradizionalmente di proprietà diffusa dei privati, delle famiglie, che per questo “sogno” hanno finalizzato da sempre i propri risparmi; (si calcola che siano circa 10 milioni le famiglie, che dovrebbero eseguire lavori fra il 2030 ed il 2033, con costi di migliaia di euro per ogni appartamento).
Secondo Federproprietà-ARPE, ancora prima di imporre l’efficientamento energetico, bisognerebbe affrontare il problema della messa in sicurezza di questo patrimonio che per la fragilità del territorio deve sopportare gravissimi eventi sismici e calamitosi, che frequentemente funestano il nostro Paese: realizzare “il cappotto termico” di un edificio senza preoccuparsi di verificarne la salute strutturale appare illogico ed incoerente.
Su questo tema già nel corso della XVI^ e della XVII^ Legislatura erano stati presentati disegni di legge su iniziativa di alcuni Senatori di diverse forze politiche, che prevedevano l’istituzione di un’assicurazione obbligatoria sui fabbricati ed un fondo per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico alimentato anche in quota parte da un premio di assicurazione, sul quale anche l’ANIA aveva espresso parere favorevole in varie occasioni.
E’ stato espresso, in conclusione, al Presidente della Commissione Finanze della Camera la fiducia di Federproprietà nel nuovo governo nella certezza che possa affrontare e risolvere non solo le questioni esposte nel corso dell’incontro relative all’efficientamento energetico previsto dalla direttiva europea, ma sopratutto tutti i problemi inerenti alla difesa dei proprietari di case che rappresentano l’83% della popolazione italiana.

Max

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Max Tamanti