FIGC – REGISTRAZIONI DI UN’INTERVISTA O CONFIDENZE: SCOPPIA LA BUFERA SU TAVECCHIO CHE SI DIFENDE ‘SONO SOLO FRASI MANIPOLATE’

Ci risiamo! Non bastava la gaffe su ‘Optì Pobà’ pronunciata nel corso della campagna di candidatura alla presidenza della Figc: ora Carlo Tavecchio incappa in un altro incidente ‘diplomatico’. La polemica è nata da una registrazione di una sua conversazione con ’Soccerlife’, di alcuni mesi fa, messa online dal sito del Corriere della Sera, dopo che il quotidiano ha pubblicato un articolo in prima pagina sulla vicenda. Nella conversazione, la cui traccia audio non è sempre ‘pulita’, Tavecchio parla anche di ebrei e omosessuali, in maniera fuori luogo e non consona a una persona con un’importanza istituzionale così autorevole. Entrando nel merito del discorso, Il presidente ha commentato più in maniera confidenziale l’argomento sugli ebrei, chiarendo che quando era direttore di 28 filiali in Lombardia, gli ebrei erano i migliori redattori, ma aggiungendo anche: “Però, come diceva Umberto Eco…E’ meglio tenerli a bada”. Spiacevole anche la frase sugli omosessuali: “Io non ho niente contro di loro, ma è meglio tenerli lontani da me”. Tavecchio da parte sua si è difeso così: “Ritorsione di una persona alla quale ho negato contributi di registrazione fatta a mia insaputa e non in un’intervista, le parole sono state chiare da parte mia e indicano come io non sia né contro gli ebrei né omofobo’’. La controreplica del sito non tarda ad arrivare dando del “bugiardo” al presidente federale che ha contro replicato di nuovo accusando: “Sono evidentemente vittima di un ricatto, non ricordo le parole usate in quella conversazione, che potrebbe essere manipolata”. Il direttore di ’SoccerLife’ Massimiliano Giacomini, ha confermato la tesi e le proprie ragioni, citando un sms inviato al capo del calcio italiano il 20 settembre nel quale avrebbe rinunciato all’aiuto della Figc e facendo il ‘mea culpa’ sul tempo atteso per parlare: “Perché ho tirato fuori solo ora quelle parole? Confesso, ho sbagliato; me ne sono accorto in ritardo”.

D.T.