Home SPORT CALCIO Finale Uefa ad Instabul, Spadafora scrive a Ceferin: “inopportuna”

Finale Uefa ad Instabul, Spadafora scrive a Ceferin: “inopportuna”

Ultimo aggiornamento 19:57

Se da un lato la ‘questione’ Siria va risolta urgentemente, soprattutto sotto il profilo politico e diplomatico (ed il blocco all’export delle armi alla Turchia è già un segnale), per dare un segnale in grado di far partecipe il mondo intero, è bene agire anche su altri campi, come quelli ‘verdi’.
Così, carta e penna, Vincenzo Spadafora, ha inviato una lettera-proposta ad Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, domandando se sia opportuno o meno mantenere la finale Uefa in Turchia: “In qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano – si legge nella lettera – le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio. A seguito dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni -aggiunge Spadafora – il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: l’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione. Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale. Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite – prosegue ancora il nostro ministro dello Sport – promuove da anni la ‘Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace’ ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale – che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta – conclude quindi il ministro – che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti”.
Max