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Frana a Civita di Bagnoregio, i chiarimenti dell’amministrazione

Frana a Civita di Bagnoregio, cosa succede davvero? “È vecchia”, dichiara subito il sindaco Luca Profili. “Non ci sono stati smottamenti recenti a Civita. Le parole del prefetto hanno provocato allarmismo”.

Nelle scorse ore Giovanni Bruno, prefetto di Viterbo, ha discusso di un crollo sotto via Bonaventura Tecchi, la strada che precede il ponte che porta al borgo. “Il costone – ha detto Bruno – potrebbe cedere ulteriormente. Sono un po’ preoccupato e mi preme mettere in sicurezza l’area e salvaguardare le persone”. Da tempo quel tratto di strada, nei pressi anche di un ristorante, è transennato. “Il locale – ha spiegato Bruno – è inagibile e la carreggiata è stata ristretta. Il comune, per preservare l’incolumità pubblica, rispetti la prescrizione del limite massimo di carreggiata percorribile”.

Al momento la larghezza della strada è di 2 metri e 80, stando a quanto riporta il sindaco Profili. “Ridurla ancora? Non sono favorevole – dichiara invece il primo cittadino -. L’amministrazione, assumendosene la responsabilità, si è battuta per ampliarla di 60 centimetri: da 2,20 metri a 2,80. La via è sicura essendo stati fatti dei recenti lavori di consolidamento. Mi fido di quanto svolto e non posso pensare che frani, anche solo in parte. Un ulteriore restringimento, poi, metterebbe a rischio sia il passaggio pedonale che quello veicolare e creerebbe dei problemi ai mezzi di soccorso: è inaccettabile non permettere a un’ambulanza di raggiungere Civita, con tutto il flusso di persone che ha…”.

Profili è risoluto sul tema. “Comunque se c’è qualcuno che vuole chiudere l’accesso al borgo, lo faccia. Ma se ne assuma la responsabilità di fronte ai cittadini, ai turisti e a chi su Civita ci ha investito e ci sta investendo. Piuttosto, però, si trovino delle soluzioni alternative al restringimento e soprattutto si faccia ripartire il cantiere sottostante. Il prima possibile. Il problema non è la carreggiata in sé ma i lavori che sono fermi già da anni e su cui sembra si stia facendo di tutto per non farli andare avanti. Questo mi preoccupa e mi dispiace, anche perché per Civita è un anno importante: quello della candidatura a patrimonio mondiale dell’Unesco. Ma con questi ‘bombardamenti’ mediatici e non diventa sempre più difficile”.

Il cantiere, nei pressi del ristorante, sarebbe con le quattro frecce da circa sei anni. “Nel 2015 la frana, che è quindi vecchia, ha causato la chiusura del locale – spiega Profili -. È stato subito fatto un intervento d’urgenza, mentre lo scorso maggio è partita la seconda fase dei lavori finanziati dalla Regione per 900mila euro. Il 2 giugno, però, il tribunale di Viterbo ha bloccato tutto perché il progetto esecutivo non sarebbe stato rispettato in maniera precisa e puntuale. La Regione presenterà ricorso, ma tra il contenzioso fra la Regione e i proprietari dell’immobile e l’ordinanza del tribunale il cantiere rischia di non vedere mai la fine con ripercussioni per tutti”.