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Francesco Benigno choc: “Mio padre mi incatenava”

Sono rimasto con mio padre, analfabeta e giocatore d’azzardo. Quando vinceva, bene. Quando perdeva, erano guai. A 13 anni sono scappato di casa, un fratello è venuto a cercarmi e sono tornato. Mio padre mi ha riempito di botte, ho la testa piena di cicatrici. A 14 anni sono scappato definitivamente e per 9 anni ho dormito ovunque: sulle panchine, alla stazione, nei vagoni. Ho vissuto anche l’esperienza del carcere minorile per qualche furtarello. Poi ho incontrato una persona che mi ha accolto a casa sua, sono cresciuto in questa famiglia: per me sono fratelli e sorelle“. Una vita davvero dura, difficile, quella dell’attore siciliano Francesco Benigno che, ospite di Caterina Balivo, ha praticamente ammutolito lo studio con il commosso, ed a tratti rabbioso, racconto della sua infanzia ‘impossibile’.

Anni duri, dolorosi, poi la svolta con il cinema

Una storia di rara crudezza, che a sentirla oggi, che cresciamo i nostri figli chiedendo noi scusa a loro, che sembra uscita fuori da un’ingiallito libro dei primi del ‘900, quando si raccontava di un paese rurale, fatto di miseria ed ignoranza, ancora da civilizzare.
“Mio padre mi metteva le catene alle caviglie per non farmi uscire di casa – ha raccontato benigno – Mia mamma è morta quando avevo 9 anni. Non sono stato molto con lei: eravamo 13 figli, io ero in collegio d’inverno e in colonia d’estate. Non tornavo a casa nemmeno per le feste di Natale. Quando avrei potuto stare di più con lei, è morta per una grave malattia“.
Fortuna per lui poi il riscatto, la fede ed il coraggio nel poter cambiare le cose. Quindi la svolta grazie al cinema: “La mia vita – testimonia infatti – è cambiata con la parte in Mery per Sempre e poi in Ragazzi Fuori. Quando ho guadagnato? Tre milioni e mezzo nel primo film, 15 nel secondo…”.
Max