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Gaza, tiro incrociato di razzi fra Israele e la Jihad Islamica

Non si placa il lancio incrociato di missili fra Israele e le milizie della Jihad Islamica. E con Hamas al momento ancora non coinvolta, da parte di Tel Aviv si sta facendo quanto più possibile per evitare raid che, coinvolgendo i civili innocenti, potrebbero spingere l’esercito palestinese a entrare nela disputa. Gli israeliania affermano che ad oggi sarebbero oltre 250 i razzi lanciati contro di loro.
Intanto però dopo il violento raid di ‘risposta’ da parte di Israele nella Striscia di Gaza, avrebbe prodotto tra i palestinesi 23 morti e 71 feriti. Ashraf al-Qudra, portavoce del ministero della Sanità di Gaza, ha parlato anche di donne e bambini tra le vittime. Un’offensiva quella condotta da Tel Aviv nella quale ha perso la vita Baha Abu al-Ata, comandante militare della Jihad Islamica. Nel corso dei raid è stato inoltre ucciso anche Khaled Moawad Farraj, comandante della Jihad Islamica, che ha subito ulrato per questo la sua sete di vendetta.

“La Jihad Islamica sta ottimizzando sue risorse”l

Dal canto suo il Gen. Hidai Zilberman, portavoce dell’esercito israeliano, ha affermato di aver le prove che la Jihad Islamica si sta organizzando per poter tenere testa a ”diversi giorni di combattimenti, e ha diverse opzioni sul tavolo”. Dunque quella che la notte scorsa sembrava apparire come una sorta di tregua, in realtà secondo Zilberman, gli islamisti stanno invece ‘ottimizzando le loro risorse‘: “La Jihad islamica palestinese ha ripreso a sparare questa mattina e il gruppo intende sparare missili in un modo simile a quello che abbiamo visto ieri. La Jihad islamica è meticolosa e gestisce le sue scorte per diversi giorni di combattimenti. Mantiene tutte le loro opzioni sul tavolo”. Poi il portavoce ha ribadito il concetto: “Non stiamo attaccando Hamas e gli obiettivi della Jihad Islamica che colpiamo non sono al centro di Gaza City, perché comprendiamo che stiamo camminando su una corda tesa. Non vogliamo uccidere civili che potrebbero portare Hamas a unirsi al combattimento. Abbiamo una banca dati abbastanza ricca degli obiettivi della Jihad Islamica e continueremo a preparare opzioni aggiuntive, sia difensive che offensive”, ha quindi aggiunto Zilberman. Secondo l’esercito israeliano, il 90 per cento dei missili lanciati dalla Striscia – all’indirizzo delle aree residenziali, sono stati facilmente intercettati dal sistema di difesa missilistica Iron Dome. Dei razzi non intercettati, il 60 per cento è caduto in aree non abitate.
Max

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Max Tamanti