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Governo, dai sottosegretari al Mef l’opportunità per rimediare alla quota rosa ed alla componente meridionale

GIANCARLO GIORGETTI, MARIO DRAGHI, FEDERICO D'INCA', LUIGI DI MAIO

Come ripetuto nei giorni scorsi, per far sì che questo nuovo governo formatosi sotto l’egida Draghi, brilli per equità, c’è da ‘risolvere’ la questione rosa e la scarsa ‘componente meridionale’ all’interno dell’esecutivo.

Dunque, forse già da stasera, si inizierà a lavorare per definire nei dettagli un’alleanza, costituitasi intorno alla promessa di lavorare insieme per restituire al Paese una parvenza di serietà e stabilità economica.   

Sottosegretari: 11 poltrone per mettere d’accordo tutti e ben figurare

Dunque, per completare nel migliore dei modi l’opera di ‘restyling’, ora al centro degli incontri  la questione dei sottosegretari che, a conti fatti, si traduce in ’11 poltrone’: 8 delle quali spettano al M5S, 7 ciascuno invece per Lega e Pd, 7 a Forza Italia, 2 ad Italia Viva ed infine  una ciascuna, a Leu, Maie, + Europa, e ad Autonomie e centristi.

Il toto-nomi investe anche il Mef, dove i ‘posti liberi’ sono 5

Altra questione il Mef dove, ora sotto la guida del ministro Daniele Franco, così come accaduto nel precedente governo, i posti a disposizione sarebbero 5.

Qui, azzardando anche una previsione ‘nominativa’, seguendo la logica, per il M5s si parla dell’ex viceministra Laura Castelli mentre, nel caso del Pd, a dispetto di Antonio Misiani – proprio per la questione delle quote rosa – in pole vi sarebbe Marianna Madia.

Sul fronte opposto, se la Lega potrebbe puntare su Bitonci, non sono  stati ancora sciolti invece i ‘nodi’ interni a chi occuperà il posto destinato a Forza Italia e, su chi la ‘spunterà’ fra Italia Viva e Leu.

Max

Max