GRECIA: NEGOZIATO CON UE FALLISCE. VAROUFAKIS: RISCHI GREXIT IRRAGIONEVOLE

Resta alta la tensione su Atene, dopo il fallimento dei negoziati tra la Gecia e  creditori internazionali al tavolo tecnico di Bruxelles. E mentre l’Fmi chiede scelte dure da tutte le parti in campo. Varoufakis avverte: ’Grexit insensata, ma è impossibile escluderla’. E’ pessimista Weidmann: ’Sale la probabilità che non si trovi l’accordo’, ma Berlino rassicura: ’Vogliamo che Atene resti in Eurozona’.  Mercati sotto pressione. “Io escludo una Grexit come soluzione ragionevole. Ma nessuno può escludere tutto: io non posso escludere che una cometa impatti la Terra”. Lo dice il ministro delle Finanze greco Janis Varoufakis, in una intervista alla Bild. “Non sono un profeta. L’accordo potrebbe arrivare in una notte. Ma Angela Merkel deve starci”. Il rating della Grecia non andra’ a ’selective defualt’ se Atene manchera’ il pagamento della Bce. Lo afferma l’agenzia Standard & Poor’s, sottolineando che il rating riguarda la capacita’ e la volonta’ del governo di rispettare gli obblighi verso i creditori ’commerciali’ o non ufficiali e S&P considera la Bce un creditore ufficiale. Dalla Grecia sono state fornite “informazioni fuorvianti”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. In particolare, la portavoce per gli affari economici ha poi puntualizzato i dati della proposta alla Grecia sui “5 pilastri” indicando tra l’altro gli obiettivi di avanzo primario “sostanzialmente ridotto” dal 3% all’1%”. Una delle “principali concessioni” della proposta di Commissione, Bce e Fmi, ha illustrato la portavoce agli affari monetari per “eliminare ogni malinteso”, è “una sostanziale revisione al ribasso” dei target di bilancio: avanzo strutturale dell’1% nel 2015 anziché 3% come previsto nel precedente programma, del 2% nel 2016 e del 3,5% nel 2018. Sul fronte delle pensioni, invece, quello che è stato chiesto è una “revisione dell’interso sistema, uno dei più costosi d’Europa”, intervenendo “non con tagli alle singole pensioni” ma per esempio su “phasing out dei prepensionamenti, ridimensionamento degli incentivi, in modo da renderlo finanziariamente sostenibile nel lungo termine”. Il taglio dei costi proposto dalle tre istituzioni è dell’1% di pil l’anno, mentre Atene “ci ha proposto tagli per 71 milioni, pari allo 0,04%”, ha puntualizzato la portavoce. Inoltre “non è nemmeno vero che abbiamo chiesto tagli ai salari”, ma solo di “modernizzare” la griglia salariale del settore pubblico e il sistema di contrattazione collettiva. “Questo non implica tagli che l’aumento dei salari in proporzione all’aumento della competitività”, ha aggiunto la portavoce. “C’è spazio per modifiche” alle proposte della ex Troika, ha concluso la portavoce, “ma purché le cifre finali tornino”. “Noi vogliamo che la Grecia resti nell’Eurozona”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla posizione del governo tedesco all’indomani del fallimento delle trattative a Bruxelles.