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Green-pass ‘alla francese’, Gelmini: “Decideremo in cabina di regia, urge incentivare le vaccinazioni”

A questo punto, più che stare a tergiversare sull’uso del Green pass, sarebbe più opportuno, da parte del governo, di spiegare perché potremmo giungere, di qui a poco, l’‘obbligatorietà’ della vaccinazione. Del resto di altro non si tratta se, come sembra, i nostri istitutori sarebbero rimasti ‘favorevolmente colpiti’ dal modello Macron sul Green-pass, il cui possesso ‘autorizza’ a poter mangiare in un ristorante, andare al cinema o al teatro, e persino viaggiare in treno. Visto dunque che per ottenere il green-pass bisogna aver espletato la vaccinazione, di fatto chi non ne è in possesso, sarebbe ‘condannato’ a passare le serate chiuso in casa!

Gelmini: “Una versione italiana all’uso allargato del green-pass, per incentivare le vaccinazioni”

Fatto sta che stamani a Bruxelles, incontrando i media, la ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, pur glissando sul termine ‘obbligatorietà’, ha tuttavia legittimato l’idea Macron, parlando dell’urgenza di fare “uno scatto in avanti con le vaccinazioni, perché l’Italia non deve richiudere”, ha spiegato che eventualmente si tratterebbe di una versione  “italiana all’uso allargato del certificato ‘verde’ per incentivare le vaccinazioni”, e che sicuramente ci sarà “coesione, condivisione e rispetto per la sensibilità di tutti”, ma – e qui ‘non si sfugge’ – “poi si decide, come ci ha insegnato” il presidente del Consiglio”.

Gelmini: “E’ normale avere sensibilità differenti, ma troveremo soluzioni unitarie”

In verità questo possibile ‘uso aperto’ del green Pass, nel centrodestra convince soltanto  Forza Italia, ma la ministra ribadisce che “E’ normale su un tema importante come questo avere sensibilità differenti. Sono fiduciosa che su questo tema si troverà una soluzione unitaria, come ha detto il presidente Massimiliano Fedriga”.

Gelmini: “Purtroppo la pandemia di Covid, oltre a costi umani, ha anche costi economici e sociali”

Secondo la ministra, è ”fondamentale avere fiducia nella scienza. Il sistema di vaccinazioni funziona se si raggiunge un numero di persone vaccinate molto elevato. Quello che si può fare per evitare di chiudere il Paese, che è la preoccupazione di Forza Italia e del governo, occorre farlo, poiché la pandemia di Covid, oltre a costi umani, ha anche costi economici e sociali”.

Gelmini: “Se non vogliamo tornare a dover chiudere il Paese, non possiamo perdere tempo”

Dunque, rimarca la Gelmini, “Se non vogliamo tornare a dover chiudere il Paese, non possiamo perdere tempo. E non possiamo accontentarci dei risultati buoni che abbiamo raggiunto. Dobbiamo fare uno scatto in avanti: ciò che serve per fare questo scatto credo debba essere compiuto. E credo che ci saranno le condizioni per compiere queste scelte in un clima di coesione, condivisione, rispettando la sensibilità di tutti ma, come ci ha insegnato a fare il presidente Draghi, poi decidendo”.

Gelmini: “La decisione sul green-pass verrà presa nella cabina di regia che si svolgerà nei prossimi giorni”

Riguarda in particolare la situazione legata alla recrudescenza dei contagi da variante Delta, e quindi sul conseguente uso allargato del Green pass (sempre secondo una ‘via italiana’), la ministra annuncia che “la decisione verrà presa nella cabina di regia che si svolgerà nei prossimi giorni, probabilmente la prossima settimana. Sarà quella la sede in cui il governo si esprimerà. E’ chiaro che guardiamo con preoccupazione alla diffusione della variante Delta e monitoriamo l’andamento dei dati. E’ confortante il numero di inoculazioni giornaliere: riusciamo a raggiungere e spesso a superare le 500mila al giorno, e questo ci conforta”.

Gelmini: “Attenzione a quei 2,5 mln di ultrasessantenni che ancora non si sono vaccinati”

Il discorso poi è sempre lo stesso: ”Dobbiamo porre un’attenzione particolare nei confronti dei 2,5 mln di ultrasessantenni che ancora non si sono vaccinati”.

Gelmini: “Dobbiamo avere fiducia nella scienza e anche nell’Europa, i fatti ci danno ragione”

Infine, ha concluso la ministra, ”Dobbiamo avere fiducia nella scienza e anche nell’Europa. Perché, ricordiamocelo, l’Europa ha evitato una guerra sui vaccini ai diversi Stati. Il piano, inizialmente criticato da più parti per via delle scarse consegne nei primi mesi, causate dalla produzione inizialmente insufficiente, ha consentito all’Ue, malgrado i problemi registrati con le forniture da AstraZeneca, di consegnare agli Stati membri dell’Unione, da dicembre a luglio, dosi di vaccini anti-Covid sufficienti a vaccinare completamente il 70% della popolazione adulta. Il fatto di avere lavorato tutti assieme per una distribuzione condivisa dei vaccini – ha quindi terminato – ha evitato un conflitto che sarebbe stato devastante”.

Max