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Green pass obbligatorio a lavoro: cosa rischia chi non lo ha

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La strada è tracciata: dal 15 ottobre tutti i lavoratori, pubblici e privati, dovranno avere il Green pass. Senza la certificazione verde non si entra in ufficio, in fabbrica e in qualunque altro posto di lavoro. Lo ha deciso il governo dopo il serrato confronto con i sindacati di ieri. Incrementare il più possibile le vaccinazioni, questo l’obiettivo dichiarato dall’esecutivo con l’estensione dell’obbligo di Green pass.

Cosa rischia, a partire dal 15 ottobre, chi si presenta a lavoro sprovvisto della certificazione verde? Oggi alle 16 il Consiglio dei ministri discuterà proprio di questo, ma Adnkronos e Ansa hanno già anticipato i punti emersi nel corso della cabina di regia con il premier Mario Draghi. I dipendenti che si presenteranno a lavoro sprovvisti di Green pass risulteranno assenti ingiustificati.

La misura è prevista sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati. Discorso diverso invece per i lavoratori che verranno trovati senza certificazione verde sul posto di lavoro. In quel caso scatterà anche la multa. Al quinto giorno si assenza ingiustificata il lavoratore verrà sospeso e non riceverà lo stipendio fino a quando non si metterà in regola con la certificazione.

Il nodo ora è legato alla gratuità dei tamponi. I leader sindacali hanno chiesto tamponi gratis fino al prossimo 31 dicembre. Il premier Draghi ha risposto picche, perché questo “la propensione degli italiani al vaccino”. Il premier è intransigente su questo punto: i tamponi saranno a carico dei lavoratori.