I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE BOLOGNA ESCONO DALL’AULA QUANDO PARLA IL GOVERNO

“Non abbiamo niente contro Galletti ma rappresenta un governo scorretto. Con tutto il rispetto del ministro dal punto di vista della persona, proprio perché rappresenta il governo e le sue promesse mancate – ha proseguito il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime – abbiamo deliberato di uscire dall’aula prima che Galletti prendesse la parola”. Con queste parole l’associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna, spiega la decisione, stamane, di abbandonare l’aula del consiglio comunale di Bologna poco prima che prendesse la parola il ministro Gian Luca Galletti, in rappresentanza del governo. In realtà già nei giorni scorsi l’associazione aveva annunciato in occasione dell’anniversario della strage azioni di protesta nei confronti di un governo “sgradito” per via del le promesse mancate. Così, dal cortile comunale di Palazzo D’Accursio, il corteo si è poi diretto verso la Stazione dove, in piazza Medaglie d’oro , avrà luogo la commemorazione. Una protesta e civile che il ministro Galletti ha commentato: “Posso comprendere l’insoddisfazione dei familiari, sappiamo che la strada è ancora lunga, ma si sta continuando a lavorare per dare risposte e si sono fatti dei passi avanti. Penso al tema della declassificazione degli atti e alle questioni relative ai benefici assistenziali e previdenziali. La de-secretazione è un processo lungo, sono stati fatti alcuni passi avanti, sta per completarsi il trasferimento degli atti all’archivio centrale, sono state trovate le risorse, ci sono certamente altri ostacoli da superare, ma dobbiamo andare avanti. Anche sulle tutele previdenziali alcuni passi sono stati fatti, ma sappiamo che non basta. Questa è la giornata del ricordo, non delle polemiche: Bologna e l’Italia rinnovano il loro sdegno, l’unità della nostra comunità è la cosa più preziosa, questo deve essere un momento per unirci. Lo Stato ha ancora un debito da onorare nei confronti di chi ha chiesto la verità, questo non può esimerci a porre rimedio alle questioni ancora aperte. Ricordiamo -ha detto Galletti- uno dei momenti più dolorosi per tutti noi, ricordo con rispetto e commozione il dolore di 85 famiglie e dei 200 feriti, al loro sacrificio ci inchiniamo tutti noi bolognesi e italiani. E’ una ferita ancora visibile, noi bolognesi la portiamo dentro di noi, è impossibile dimenticarla o nasconderla. La giustizia è andata avanti ed è arrivata a delle conclusioni, sono state le mani dei neofascisti a eseguire materialmente la strage, ma lo Stato ha ancora un debito da onorare nei confronti di chi chiede la verità”.
M.