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I Recovery Fund ‘rivisti’ da Olanda, Svezia, Danimarca ed Austria: “Prestiti ‘sicuri’ e nuove riforme”

Ultimo aggiornamento 22:06

Mentre il tempo stringe, sul piano aiuti a sostegno dei paesi colpiti dall’emergenza da Covid-19, l’Ue non sembra aver poi tanto chiare le idee. Nulla è a caso: Germania e Francia, dall’alto della loro posizione ne parlano a parte, gli altri paesi ‘benestanti’ (il ‘paradiso fiscale’ Olanda, Svezia, Danimarca, ed Austria), si sono confrontati per tutt’altra soluzione mentre, le nazioni più inguaiate (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.), Recovery Fund a parte, di altre soluzioni che implicano ‘ratei onerosi’, non ne vogliono sapere. Infine, di suo, Bruxelles avrebbe riproposto il Mes ‘rivisto’: se le linee di credito saranno attivate ‘soltanto’ per spese sanitarie’, via le condizionalità (vedi le Troike, chiamate poi a gestire l’economia dei paesi usufruenti), e ‘comode’ rate decennali con interessi da ridere.

I ‘Frugali’: “Recovery Fund con prestiti temporanei”

Ma oggi, coloro che si fanno chiamare come i paesi frugali’ (i nordici con l’Austria), sono tornati a dire loro, trincerandosi dietro un sì a un Recovery Fund, ma improntato  su “un approccio prestiti per prestiti e di natura temporanea, una tantum, con una ‘sunset clause’ esplicita dopo due anni“.

E’ tutto nel ‘non-paper’, pronto per i commissari

Ed ora, aspettando mercoledì, quando avrà luogo il collegio dei commissari (molto probabilmente destinato a dare l’ok alla proposta della Commissione sul Recovery Plan), i ‘frugali’ hanno rilanciato  la loro proposta che, ‘nero su bianco’, appare a latere del non-paper sull’Mff 2021-27 (il Quadro finanziario pluriennale Ue,) e ‘in calce al Recovery Fund.

A quanto pare il ‘non-paper’, è molto esplicito: “Ciò su cui non possiamo concordare sono strumenti o misure che portino alla mutualizzazione del debito, né a significativi incrementi del bilancio Ue“.

E sottolineando la parola “prestiti”, i ‘Frugali si dimostrano dunque, ancora più ‘rigidi’ rispetto a Francia e Germania, che almeno ipotizzano  500 mld di trasferimenti.

Mark Rutte: “Un fondo accanto al Mff ‘modernizzato”

Se la volta scorsa era stato il cancelliere austriaco ad indicare la precisa linea intrapresa, oggi è stato invece il ‘simpatico’ premier olandese, Mark Rutte (nella foto), a ribadire il concetto: “la crisi della Covid-19 colpisce duramente tutti gli Stati membri, socialmente e finanziariamente. E’ nell’interesse di tutti riportare la crescita in tutti gli Stati membri il più presto possibile. Ciò richiede solidarietà europea e una strategia comune di ripresa”.

Di qui, da parte dei ‘Frugali’, la condivisione di un fondo, “per sostenere la ripresa economica e la resilienza dei servizi sanitari davanti possibili ondate future della Covid-19”. Ma in questo caso si è pensato ad un fondo, che va compensare un Mff “modernizzato”, per un pacchetto da 540 mld di euro già concordato (piano Bei, piano Sure e linee di credito del Mes), e alle altre iniziative “senza precedenti” prese a livello Ue e a livello nazionale.

Nello specifico, secondo Olanda, Austria, Svezia e Danimarca, il fondo dovrà fare in modo che “tutti gli Stati membri siano preparati per la prossima crisi. Un forte impegno per le riforme e per rispettare le regole di bilancio è essenziale per promuovere la crescita potenziale”.

I Frugali sottolineano che un aumento dei contributi all’Ue, “a prescindere di come vengano finanziati, peseranno sui bilanci nazionali”, già messi sotto pressione dalla necessità di combattere la recessione con misure espansive. I fondi, quindi, devono essere diretti a finanziare “le attività che contribuiscono alla ripresa dalla crisi di Covid-19 e alla resilienza futura”.

Ed ancora, “la nostra posizione sull’Mff è invariata: continuiamo a richiedere contributi nazionali limitati e ricordiamo che la logica dietro le correzioni rimane valida”. Quanto poi al Recovery Fund, occorre “un’accurata valutazione dei bisogni, che miri ai settori e ai segmenti più colpiti, dev’essere diretto ad attività come la ricerca e l’innovazione, ad una maggiore resilienza nel settore sanitario e ad assicurare la transizione verde che sostenga le ambiziose agende dell’Ue per il clima, la crescita e il digitale”.

I ‘Frugali’: “Prestiti favorevoli ma limitando i rischi”

Quindi, rimarcano, il fondo non deve vertere sulla “mutualizzazione del debito” ma, “concedere prestiti a condizioni favorevoli a beneficio degli Stati membri in stato di necessità, limitando il rischio per tutti gli Stati membri e con solidi incentivi”. Ma non solo, “Il rispetto dello Stato di diritto e la tutela della spesa dalle frodi – rimarcano i quattro paesi –  vanno assicurati, con un forte coinvolgimento della Corte dei Conti Ue, dell’Olaf e dell’Eppo, e la Procura Ue antifrodi. Nell’ambito dello sforzo per la ripresa, il mercato unico deve essere ripristinato e approfondito, con una politica industriale e per l’innovazione comune, fissando un’agenda comune prima del 2021 e completando l’unione dei mercati dei capitali”.

Perché, concludono, ”Il nostro obiettivo è fornire risorse temporanee e dedicate attraverso l’Mff e offrire prestiti favorevoli a coloro che sono stati più colpiti dalla crisi”.

Max