Home ATTUALITÀ Idrossiclorochina, cos’è il farmaco assunto da Trump per contrastare il coronavirus

    Idrossiclorochina, cos’è il farmaco assunto da Trump per contrastare il coronavirus

    Ultimo aggiornamento 10:38
    Il presidente Usa Donald Trump

    “Prendo l’idrossiclorochina da oltre una settimana e mezzo. Una pillola al giorno, cosa c’è da perdere… La prendo”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato, in conferenza stampa, di aver iniziato una cura a base di idrossiclorochina, un farmaco antimalarico che ha evidenziato effetti benefici anche nella lotta al coronavirus.

    “Sono venute fuori molte cose positive – ha confermato Trump – Sareste sorpresi se sapeste quante persone la stanno prendendo, soprattutto tra i lavoratori impegnato in prima linea. Molti di loro la stanno prendendo. Sto prendendo idrossiclorochina. Proprio ora, sì. Un paio di settimane fa ho cominciato, perché credo sia utile. Ho sentito tante cose positive. Se me lo ha raccomandato il medico della Casa Bianca? No”, ha ammesso il presidente USA.

    Cos’è l’idrossiclorochina: effetti collaterali e come funziona

    Le parole di Trump sull’idrossiclorochina hanno ulteriormente accesso i riflettori sul farmaco che già da alcune settime è stato indicato da diversi esperti come utile alla lotta al coronavirus. La idrossiclorochina è un medicinale autorizzato dal XX secolo come antimalarico, utilizzato attualmente nel trattamento di malattie autoimmuni come il lupus eritematosus o l’artrite reumatoide.

    Sul farmaco si è espressa in maniera favorevole (in attesa di comprovate prove sull’efficacia), per quanto riguarda l’utilizzo nella lotta al coronavirus, anche l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), che in un comunicato ha evidenziato i possibili effetti benefici sulla SARS-CoV-2: “Negli studi di laboratorio essi hanno dimostrato di possedere un’attività contro i coronavirus, incluso SARS-CoV-2 (il virus che causa COVID-19)”.

    Continua il comunicato, di alcune settimane fa, dell’AIFA: “Osservazioni cliniche preliminari suggeriscono che questi farmaci potrebbero offrire benefici nel trattamento di pazienti affetti da infezione da SARS-CoV2, ma sono necessari studi clinici per raccogliere prove definitive sulla reale efficacia di questi trattamenti. In Italia, il loro utilizzo per il trattamento dei pazienti affetti da infezione da SARS-CoV2 è stato autorizzato a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale con Determinazione Aifa del 17 marzo 2020. L’utilizzo approvato è da intendersi unicamente per il trattamento e non per la profilassi di COVID-19″.

    Per quanto riguarda gli effetti collaterali la stessa Agenzia italiana del farmaco ne ha elencati alcuni: “Alterazioni retiniche e del campo visivo attribuibili a composti 4-aminochinolinici. In caso di maculopatie preesistenti. Le formulazioni dosate a 200 mg sono controindicate in bambini di età inferiore a 6 anni o comunque con peso inferiore a 31 Kg”, si legge.