IL 64% DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI ED ATTIVITÀ ESTIVE ‘NON USANO’ RILASCIARE SCONTRINI O FATTURE

Lo scorso anno, nello stesso periodo, le irregolarità erano il 54%, quest’anno, nel periodo compreso fra il 25 giugno al 25 luglio, sono addirittura il 64% gli esercizi commerciali risultanti non in regola con le ricevute fiscali. Lo rivela effettuata dall’agenzia di stampa Adnkronos, in collaborazione con le diverse associazioni dei consumatori sul territorio del Paese. Dunque, con una media di due scontrini irregolari su tre, evasione fa rima con estate, visto che dall’indagine tra i principali esercizi ‘sondati’, si evidenziano attività legate al turismo come case vacanza, B&b, bar, e ristoranti. Ovviamente, sostenute dall’offerta balneare, in questa triste classifica sono le regioni del Sud a farla da padrone. A Napoli ad esempio, nel 75% dei casi dello scontrino manco l’ombra. Segue Bari con il 70%. Anche la turistica Roma (nonostante la continuità di controlli), si distingue con il 50% di scontrini e ricevute evasi, Ma anche a Roma, con l’arrivo dell’estate, più della metà delle ricevute fiscali sono irregolari. Non va meglio al Nord dove, sebbene il fenomeno sia comunque presente, è comunque meno marcato. Se a Milano e Torino l’evasione tocca il 38%, Genova si distingue per ‘onestà’ con appena una media del 25% di mancati scontrini. E’ comunque importante sapere che vi sono anche situazioni commerciali per le quali è previsto l’esonero dell’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. Tra questi: tabacchi, carburanti autotrazione, giornali, e beni commercializzati mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Poi i taxi (ma se il cliente lo richiede debbono rilasciare la fattura), ed attività ‘minori’, come ciabattini, ombrellai ed arrotini. Intendiamoci: non è che ci sono solo commercianti od imprenditori ‘furbi’ ma, va precisato, anche clienti consazienti – e dunque ‘complici’ – che permettono tutto questo. Il cliente dovrebbe infatti sempre chiedere lo scontrino o la ricevuta, oltre che a controllare l’esattezza dei costi. Anche perché, il cliente stesso è comunque a rischio controllo o sanzione.
M.