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“Il Covid ‘muore’ con la quercetina, presente nei capperi e nelle cipolle”, rivela il Cnr di Cosenza

Ultimo aggiornamento 16:16

Osservando la ‘mappatura’ relativa alla virulenza del Covid-19 lungo lo Stivale, si è lungamente discusso sul fatto che, per ragioni al momento ancora oscure (ed infatti in tal senso non è stato d’avanzata nessuna affermazione scientifica, se non di ‘curiosità’), la maggior parte dei casi – soprattutto nella fase iniziale – nonostante gli spostamenti ancora non ‘protetti’, hanno avuto luogo in maggior numero al Nord piuttosto che la Sud. Questioni genetiche, fattori ambientali, o soltanto coincidenze?

Meno contagi al Sud: genetica, caso… o alimentazione?

Oggi però, sempre praticando ‘l’amabile chiacchiera da bar’, il Cnr-Nanotec di Cosenza ha dato la notizia che un composto di origine naturale potrebbe essere in grado di inibire il coronavirus. Si tratta della quercetina, guarda caso presente in gran quantità soprattutto nelle cipolle rosse e nei capperi, ortaggi specificatamente del Sud, dove vengono consumati in gran quantità! Dunque, che possa essere stato anche questo a contribuire ad una minore diffusione dei contagi nel meridione?

Qui si conclude l’affascinante ‘letteratura della strada’ per dare invece spazio alla scienza ed ai suoi pronti e seri studi.

Il Cnr-Nanotec di Cosenza rilancia la quercetina

Dunque, dicevamo, nell’ambito di uno specifico studio internazionale (supportato dalla Fundación hna spagnola, è già in copertina sull’International Journal of Biological Macromolecules’), l’Istituto cosentino di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, ha scoperto e dimostrato che detta quercetina evidenzia un’azione destabilizzante a danno della 3CLpro, che è una delle proteine fondamentali per permettere al patogeno di poter poi replicarsi. ‘Capitanato’ da Bruno Rizzuti del Cnr-Nanotec, il team composto tra l’altro da ricercatori di Madrid e Saragozza, è riuscito così a dimostrare che, bloccando appunto l’attività enzimatica di 3CLpro, la quercetina risulta addirittura risulta “letale” nei confronti della Sars-CoV-2. Come spiega infatti lo stesso Rizzuti, “Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione. Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco”.

La quercetina, un composto presente nei capperi

Ma non siamo di fronte al ‘miracolo’, in realtà, confermano i ricercatori del Cnr, sotto l’aspetto farmacologico la quercetina mostra molte proprietà interessanti. Ad esempio, spiegano, “E’ presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio, ed è nota per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antiallergiche e antiproliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo“. Oltretutto, a rendere ideala la quercetina, anche il fatto che “può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche”.

Come la quercetina può essere impiegata contro il Covid

Dal canto suo Olga Abian (autrice della prima pubblicazione in merito), dell’Università di Saragozza, ha illustrato che ”Lo studio parte da una caratterizzazione sperimentale di 3CLpro, la proteasi principale di Sars-CoV-2. Questa proteina ha una struttura dimerica, formata da due sub-unità identiche dotate ciascuna di un sito attivo fondamentale per la sua attività biologica. In una prima fase del lavoro è stata studiata, con varie tecniche sperimentali, la sensibilità a varie condizioni di temperatura e pH: un risultato importante – tiene a rimarcare l’esperta – perché molti gruppi stanno lavorando su 3CLpro come possibile bersaglio farmacologico, in virtù del fatto che è fortemente conservata in tutti i tipi di coronavirus. Per questa proteina sono già segnalate in letteratura molecole che fungono da inibitori, ma non utilizzabili come farmaci a causa dei loro effetti collaterali”.

Una ricerca che mira ad affiancarsi al vaccino

Secondo invece Adrian Velazquez-Campoy, collega della donna, ”La parte più interessante di questo lavoro è lo screening sperimentale eseguito su 150 composti, grazie a cui la quercetina è stata individuata come molecola attiva su 3CLpro. La quercetina riduce l’attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina”. Quindi il docente dell’Università di Saragozza ha tenuto a sottolineare che “Ovviamente contiamo si trovi un vaccino ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali”.

Max