Il disegnatore dei Simpson: minacciato perché disegnai Trump

“Berlusconi? Ne ho parlare e credo che sarebbe stato interessante trasformarlo in un personaggio dei miei cartoni. Così come mi sarebbe piaciuto disegnare lina… anzi no… ah, ok, Cicciolina,pornostar ex deputato del vostro parlamento..”.
Dunque la sua leggendaria e cinica arguzia non è solo ad appannaggio della realtà a stelle e strisce. Bill Plympton, uno dei creatori dei fortunati ‘Simpson’, nonché regista e disegnatore, è in questi giorni a Torino (come testimonia anche l’agenzia di stampa AdnKronos), in occasione delle giornate (promosse dalla Rai), dedicate all’animazione crossmediale Cartoon On The Bay, che gli ‘frutterà anche il ‘Pulcinella Award’ alla carriera.
Un personaggio eclettico Plympton (per non dover rinunciare ai Simpson rifiutò addirittura un profumato contratto con la Disney), egli anni divenuto uno dei principali autori della satira politica americana disegnata. Sul suo spiccato senso dell’humor, rivela che è una questione genetica: “L’ho ereditato da mio padre, un bancario ma nello stesso tempo una persona incredibilmente divertente. Avrei voluto essere divertente come lui e cerco di riuscirci attraverso i miei disegni perché nella vita reale purtroppo non lo sono”.
Il suo nome compare infatti nelle maggiori testate di prestigio come ‘Vogue’, ‘Vanity Fair’, il ‘New York Times’, ‘Rolling Stone’, e tornando alla gavetta ricorda: ”Ero a un festival dove ho conosciuto un regista che apprezzava il mio lavoro di indipendente. Mi ha invitato a casa sua e sul pavimento c’era un ragazzetto di 15 anni che disegnava i Simpson, era Matt Groening. Siamo diventati amici e abbiamo iniziato a collaborare. Perché-  spiega ancora – fare il disegnatore è stato il mio obiettivo da sempre, l’ho capito quando da piccolo ho visto un cartone animato della Disney che mi era piaciuto tantissimo, allora mi sono detto: ’questo è ciò che voglio fare nella vita’”.
Negli anni la saga di questa irriverente e colorata famiglia americana è riuscita a guadagnarsi sempre più spazi e consensi anche per la straordinaria contemporaneità della sua satire, sempre attualizzata e pungente. E’ ormai fin troppo nota la ‘guerra’ mossa a Donald Trump, poi divenuto il presidente degli Usa, e per questo Bill Plympton no si fa scrupolo a rivelare di aver subito anche pesanti minacce, “in seguito alla caustica serie ’Trump bites’, andata sul sito del New York Times e vista da milioni di americani e non solo. Ho ricevuto sui social messaggi di insulti pesanti e minacce. Ho capito che la maggior parte di questi erano ’bot’ russi perché l’inglese in cui erano scritti non era buono. Tuttavia è molto preoccupante per me, che ho una moglie e un figlio di sei anni, ricevere minacce del genere per quello che ho fatto, ma non mi faccio fermare. Ho anche capito la potenza che ha il messaggio animato, che è visionario, e non solo nei confronti dei bambini”. Aggiunge poi divertito che una volta ha pensato di proporre ai Simpson di inserire il Tycoon in un episodio del cartoon, nel ruolo del Presidente che corre dietro a Marge per sedurla ma, aggiunge ridendo, non l’hanno voluto
Max