Il governo francese contro i gillet gialli

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    Il premier francese, Edourd Philippe, mostrerà oggi in parlamento i provvedimenti anticipati ieri da Emmanuel Macron, e con cui il capo di Stato francese intende arginare la “giusta collera” dei gilet gialli prima di sabato prossimo, quando potrebbe andare in scena la quinta replica della protesta che ha creato caos in tutta la Francia. Il compito di Philippe sarà quello di illustrare come si otterranno i soldi per misure quali gli aumenti di 100 euro dei salari minimi o i bonus ai lavoratori e le detassazioni, per andare incontro al movimento dei gillet gialli: il tutto, ha precisato Olivier Dussopt, segretario di Stato al Bilancio, “costerà tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, e stiamo cercando di capire come finanziarlo”. Macron, intanto, si vedrà oggi con i rappresentanti del settore bancario e domani con i capi delle grandi aziende per invogliarli ad “uno sforzo collettivo”, che diventeranno , probabilmente, misure fiscali tese a placare gli animi dei gillet gialli. Alle prime luci del giorno, Macron ha incontrato anche l’ex presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, “nel quadro delle consultazioni molto ampie” – spiega un comunicato dell’Eliseo – sulla situazione attuale.Ancora da chiarire se i toni adottati da Macron e la sostanza del suo discorso abbiano persuaso i ’gilet gialli’, un movimento senza una organizzazione che li controlli. I giornalisti che osservano le varie situazioni della protesta diffuse lungo il Paese stanno commentando una serie di reazioni di entità molteplice, ma con un leitmotiv di sospetto nei confronti degli incoraggiamenti del presidente. Jacline Mouraud, elemento principale del movimento di rivolta dei gilet gialli e giudicata tra i rappresentanti dell’area moderata nel movimento, ha chiesto una “tregua”, sostenendo che “ci sono progressi, una porta aperta”. “Ora dobbiamo uscire da questa crisi”, ha commentato la bretone che con il suo ’j’accusè a Macron via streaming ha scatenato la protesta, da cui poi ha messo parzialmente tra lei e gli altri dei paletti appoggiando il gruppo più calmo dei ’gilet jaunes libres’. “Non possiamo passare il resto della nostra vita per strada sulle rotatorie”, ha concluso.