Il governo stabilisce le cifre nella nota d’aggiornamento del Def

    Ultimo aggiornamento 00:00

    Nell’ultima nota d’aggiornamento del Def sono state stabilite le cifre che il governo disporrà per ogni singolo punto. 9 miliardi di euro saranno stanziati per pensioni e reddito di cittadinanza. 7 per quota 100, ovvero il calcolo del pensionamento che tiene conto dell’età del lavoratore più gli anni di contributi versati dallo stesso. Un miliardo sarà speso per il rinnovamento dei centri dell’impiego e 2 mld per la Flat Tax. Un miliardo sarà speso per nuovi reclutamenti nelle forze dell’ordine, mentre 1,5 mld per risarcire i truffati dagli istituti bancari. La cifra totale della manovra è di 21,5 mld. Quindi la cifra posta dal governo per superare la legge Fornero, soprattutto la parte concernente le pensioni, è di sette miliardi. Il provvedimento dovrebbe essere attivo tra l’inverno e la primavera del 2019 è prevederà il pensionamento a  62 anni di età con 38 anni di contributi versati. Una legge che non dovrebbe fare distinzione tra i tipi di lavoratori, che siano dipendenti o autonomi, privati o pubblici, e che dovrebbe essere uguali per entrambi i sessi. Se un lavoratore ha più di 62 anni nel momento dell’entrata in vigore del provvedimento, la sua pensione sarà anticipata, ma la quota di contributi versati dovrà essere maggiore: 101 a 63 anni, 102 a 64, e via di seguito. Il tetto per raggiungere la pensione di vecchiaia sarà posto a  67 anni, stessa età per l’assegno sociale, mentre l’anzianità contributiva per la pensione anticipata salirà a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Il governo punterebbe a bloccare questo scatto: si resterebbe fermi a 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne).L’investimento, in questo caso, arriva a 10 miliardi (di cui uno per rilanciare i Centri per l’impiego anche attraverso “assunzioni di personale qualificato” e ristrutturazione degli uffici). Dal primo gennaio le pensioni arriveranno a 780 euro. Dal primo aprile, poi, ecco il reddito di cittadinanza a disoccupati e lavoratori poveri. L’importo cresce in base ai componenti del nucleo familiare (mentre il possesso di una casa riduce il  sussidio). Ne hanno diritto italiani o stranieri residenti da almeno 10 anni, con un reddito annuo inferiore a 9.360 euro (per un single). l ministro Di Maio ha precisato che  il reddito non sarà uguale per tutti: chi ha un reddito di 500 euro, ad esempio, ne percepirà 280 euro; chi ha un reddito di 200 euro ne percepirà 580; chi ha un reddito pari a zero percepirà 780 euro”. I furbi, avverte ancora  Di Maio, “si beccano 6 anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge”. Bisognerà stipulare un patto di servizio con il Centro per l’impiego ed alla terza offerta di lavoro rifiutata si perderà il diritto a percepire la somma, che sarà versata su una card spendibile per alcuni beni (la lista non è nota) in Italia. Il ministro Di Maio annuncia che le partite Iva, soprattutto se di lavoratori giovani, beneficeranno di una “tassa piatta” del 15% se  guadagnano fino a 65 mila euro all’anno. Palazzo Chigi vorrebbero partire dalla terza rottamazione delle cartelle esattoriali. Rispetto alle due precedenti, questa rottamazione prevederebbe rateizzazioni molto generose, si pensa addirittura a 5 anni. Chi ha vinto già in primo e secondo grado nel contenzioso con lo Stato avrebbe diritto a forti sconti di sanzioni e a interessi e forfettizzazione sulle imposte. Più avanti il cittadino potrebbe optare per un ravvedimento “rafforzato”. Una dichiarazione integrativa sanerebbe le annualità ancora accertabili mentre i redditi aggiuntivi emersi sarebbero gravati da una flat tax del 20%. Potranno beneficiare di una Ires più bassa fino a 9 punti (dal 24% al 15%) le aziende che investiranno i loro utili in assunzioni, sia stabili che a termine. Ma sconti fiscali andranno anche a chi investe in macchinari e ricerca. Premiati gli imprenditori che andranno nella direzione deel piano Industria 4.0. L’agevolazione premierà anche soggetti Irpef (ditte individuali, società di persone), per essere conforme alle regole Ue che vietano gli aiuti di Stato. Le imprese in perdita – prive dunque di un utile da reinvestire – potranno imputare la perdita ai bilanci successivi e sfruttare il beneficio fiscale appena tornate all’utile.Sempre dal primo aprile, sarà disponibile un fondo di salvataggio ddei risparmiatori truffati dalle banche. Avrà un budget di 1,5 miliardi di euro, che sarà disponibile via via che i conti dormienti finiranno nelle disponibilità dello Stato per prescrizione. I risparmiatori – se forti  di una vittoria davanti dall’Arbitro per le controversie finanziarie della Consob – potranno richiedere il rimborso entro il 30 aprile 2019, con un limite massimo del 30% e un tetto di 100mila euro. Corsia preferenziale per i risparmiatori con redditi inferiori ai 35 mila euro annui.Tra il 2019 e il 2020, lo Stato prevede di incassare oltre 640 milioni dalla vendita di beni immobiliari pubblici, che fanno capo ad amministrazioni centrali, locali ed enti di previdenza.