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Il Mes ‘letto’ da Conte aizza la diatriba, anche Zingaretti insorge “Non si affronta con una battuta”

Ultimo aggiornamento 17:54
GIUSEPPE CONTE A NORCIA

I soldi del Mes sono dei prestiti, e se li prendiamo dovrò intervenire con tasse e tagli perché devo mantenere il debito sotto controllo”, è bastata questa frase di Conte a proposito del ‘quesito’ se utilizzare o meno i fondi del Mese, per scatenare l’ennesima diatriba in seno alla maggioranza e non.

In realtà il premier altro non ha fatto che ribadire un pensiero da lui esternato più volte ma, ‘pressato’ da tergo dal M5s, notoriamente molto più prevenuto contro il Mes, e quel “non la panacea come viene rappresentato”, non è andato giù al Pd.

M5s – Non a caso, commentando l’intervento del capo dell’esecutivo, dal suo profilo Fb, Alessandro Di Battista ha scritto: ”Ieri il Presidente del Consiglio ha liquidato, definitivamente, la questione Mes. Restano con l’amaro in bocca i Salvini e le Meloni (a detta loro il Mes è stato approvato già una ventina di volte) che pensavano di lucrare elettoralmente su questo punto. Si incartapecorisce ancor di più il Fu Matteo Renzi che dovrà trovare un altro argomento per i suoi latrati quotidiani che lo auto-illudono di esistere ancora politicamente. Il Movimento da sempre si è dichiarato contrario al Mes e ne va dato atto”.

Pd – In particolare, è stato il segretario Nicola Zingaretti a replicare con l’ormai sua riconosciuta saccenza, sostenendo che “Ogni atto che produce polemiche a mio giudizio è un errore e un tema così importante per la maggioranza come il Mes va affrontato insieme, nelle sedi opportune che sono la discussione parlamentare, la discussione politica tra governo e maggioranza e non certo in una battuta in una conferenza stampa, perché questo porta con sé inevitabilmente uno strascico di polemiche che non è in sintonia con la volontà di tutti di dare agli italiani dei punti fermi e di riferimento”

Dunque, ha quindi aggiunto il segretario del Pd, ”Credo che in un momento così delicato, con il coronavirus che angoscia milioni di italiani, di imprenditori e di famiglie, bisognerebbe evitare ogni occasione per polemiche politiche. Bisognerebbe scommettere sulla solidarietà delle forze politiche di maggioranza, sul sostegno leale che stanno dando al governo, sull’impegno delle forze parlamentari. Io credo che questo clima che stiamo tentando di costruire sia un grandissimo valore aggiunto”.

Ovviamente, coalizione a parte, le affermazioni del presidente del Consiglio a proposito dei fondi del Mes, hanno dato vita ad una serie di reazioni che hanno interessato ciascuna fazione politica.

Italia Viva – Attraverso la sua pagina Fb, il leder Matteo Renzi scrive che “dicendo No al Mes il Premier Conte fa felici Meloni e Salvini ma delude centinaia di sindaci e larga parte della sua maggioranza. Il tempo dimostrerà come questa decisione sia un grave errore politico e soprattutto un danno per gli italiani”.

Forza Italia  – Dal canto suo Antonio Tajani, vicepresidente Fi e Ppe, tiene invece a precisare che “non è vero che bisogna aumentare le tasse come dice il presidente del Consiglio Conte, il Mes sono 36-37 miliardi che possono essere utilizzati per mettere a regime il nostro sistema dei trasporti e i nostri ospedali. Sono soldi disponibili dal primo di giugno e costano meno dei titoli di stato e meno dei soldi del Recovery fund. Conte deve fare contento Grillo”.

Lega – Per Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega, “il presidente Conte in conferenza stampa ha ammesso che il Mes è un debito inutile e pericoloso, dando ragione a quanto sostenuto fin dall’inizio dagli economisti della Lega”.

Fdi – E’ invece ‘soddisfatta’ da quanto udito Giorgia Meloni, che (‘anticipata’ da Di Battista) ribatte: “Conte ci dà finalmente ragione il Mes non è un regalo, il presunto risparmio è assai risibile e se decidessimo di prendere i prestiti del Mes i mercati ci vedrebbero come appestati. Ora speriamo che Zingaretti, Gualtieri e la stampa allineata che da tempo conducono una campagna ideologica pro Mes si mettano l’anima in pace”.

Max