IL PD PENSA A UNA COALIZIONE. RENZI: VOGLIONO FARMI FUORI, MA NON CI RIUSCIRANNO

Lo schiaffo c’è stato, ed è stato anche abbastanza ’sonoro’. La totale ’estromessione’ dalla lizza nelle regionali siciliane ha gelato il Pd: un brutto segnale al quale occorre rimediare con solerzia. Il successo del Centrodestra nell’isola, seguito dal M5s, ha dato fuoco alle polveri, lasciando trasparire orizzonti poco chiari per il futuro della campagna elettorale del 2018. Al Nazareno ’la riflessione’ (l’ennesima) è già in atto. “Voltiamo pagina. Chiudiamo con il passato e guardiamo al futuro”, è il leit motiv che in queste ore anima stanze e corridoi; e ripartire per il Pd significherà inevitabilmente prodursi in una coalizione di centrosinistra aperta a tutti, spiegano i fedelissimi del segretario, “perché Matteo non è uno che porta rancore”. La cosa curiosa è che tale eventualità, pur emergendo all’indomani del clamoroso flop elettorale, il ’clan dei renziani’ (nonostante l’avvicendarsi dei clamorosi addii dal partito), la ’spaccia’ come un obiettivo al quale si sta già lavorando da tempo. Ad ogni modo il messaggio ’che deve uscire dal Nazareno’, è quello di ’tirare dritto’, senza far trasparire esternamente dubbi o dissapori. A rinforzare la pinaificazione dell’idea di una coalizione già metabolizzata, stamane è intervenuto lo stesso Renzi, annunciando che già nell’ambito della prossima direzione del partito – fissata per il 13 novembre – avrà luogo un confronto aperto, con addirittura la prospettiva – se necessario – a correre da segretario del Pd a primarie di coalizione: “La segreteria di Matteo non è in discussione – avvetono però internamente – anche per le minoranze come ha dichiarato pubblicamente Orlando”. Ma sono solo parole in quanto, mai come ora le primarie aprirebbero ai big del partito l’occasione migliore per ’regolare i conti’ con l’attuale segretario. E dalla sua E-news, comentando l’attuale situazione e le ’voci di corridoio’ fin qui riportate, nel pomeiggio Mattero Renzi ne ha approfitato anche per togliersi qualche ’sassolino’ dalla scarpa: “Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta – sordisce il segreatrio Pd – Dire che il problema sono io per il voto in Sicilia si colloca nello stesso filone: utilizzare ogni mezzo per togliere di mezzo l’avversario scomodo. Che poi è l’obiettivo di chi è contro di noi. Non a caso Di Maio rinuncia al confronto, non a caso Berlusconi per prima cosa attacca me e il Pd che, insieme ai nostri compagni di viaggio può arrivare al 40%. Personalmente credo nella squadra – scrive ancora Renzi – Siamo un bel gruppo di persone e possiamo rivendicare sia i risultati del passato sia i progetti del futuro. Ma per farlo torniamo a parlare liberi, in mezzo alla gente. Qui non si molla di un centimetro. E anzi l’Ottava edizione della Leopolda avrà come simbolo L8: lotto per iniziate a scrivere se sarete con noi dal 24 al 26 novembre e per cosa lottate voi. L8, lotto per altro che mollare. Già oggi siamo in coalizione. E siamo pronti ad allargare ancora al centro e alla nostra sinistra. Le cose che abbiamo fatto al governo in questi anni hanno fatto uscire l’Italia dalla crisi, sia nel settore economico che in quello dei diritti. Se qualcuno ha idee migliori, le ascoltiamo volentieri. Non abbiamo veti verso nessuno, noi. Dopo la vittoria alle primarie di sei mesi fa – osserva l’ex premier – ho girato l’Italia in lungo e in largo, e continuo a farlo. Ho ascoltato, incontrato, condiviso: eppure tutti i giorni si leggono solo notizie in politichese su accordi, litigi, discussioni. Quello che ci preme è far sì che il Pd stia in mezzo alla gente, non blindato nelle chiacchiere di palazzo. Forse sarebbe il caso di dire che se qualcuno dentro il Pd pensa di passare i prossimi mesi a litigare fa un grande regalo a Silvio Berlusconi e a Beppe Grillo. Sono mesi che si discute, si media, si fanno compromessi, si limano documenti: una vita fantastica, lo immaginate. Personalmente – scrive ancora Renzi – penso che sia arrivato il momento di cominciare la campagna elettorale. Da un lato c’è Berlusconi, dall’altro Grillo: due schieramenti pieni di estremisti e populisti. Noi siamo nel mezzo. Tiriamo fuori le migliori idee e i migliori candidati. E poi scelgano i cittadini. Ma quello che deve essere chiaro è che io non posso essere il segretario dei caminetti tra correnti, degli equilibri e dei bilancini: io sono perché tutti nel Pd si sentano a casa, rispettando il pluralismo e mettendo i migliori in lista. Ma sono anche perché finalmente si parli agli italiani e con gli italiani. Basta chiacchierarsi addosso- esorta quindi il segretario – Con la Direzione Nazionale del 13 novembre si inizia la campagna elettorale, altrimenti facciamo il gioco degli avversari”. Poi il segretario ne ha anche per il mancato confronto tv con il candidto a leader M5s: “Tutti noi abbiamo avuto un Di Maio compagno di scuola. Uno di quelli che ti provocava nell’intervallo dicendo: ’Vieni fuori, che ti faccio vedere io’. Poi tu uscivi fuori e lui non c’era. Li conosciamo. Magari sono anche simpatici. Però a nessuno di loro affideresti il futuro dei tuoi figli. Di Maio ha avuto paura”. E spiegando perché lui ha deciso comunqu di andare a La7 da Floris, aggiunge”avevo dato la mia disponibilità e rinunciare mi sembrerebbe un atto da vigliacco”. Infine, tornando sulle elezioni regionali della Sicilia, Renzi tiene a puntualizzare che “nessuno ha dato la colpa a Grasso, neanche il sottosegretario Faraone che ha rilasciato la dichiarazione contestata da tanti. Si è solo detto che se Grasso si fosse candidato, come gli era stato chiesto, i risultati sarebbero stati diversi”.
M.