Il posto dell’anima, nel paese dove Qui non si muore

“Se è vero che noi siciliani siamo famosi per le calorose accoglienze, qui ci hanno superato con una gentilezza da applausi. Siamo trattati da star, eppure siamo soltanto operai del cinema. Ringrazio il Sindaco, la Giunta, la gente e i Professionisti tutti che ci hanno coadiuvato. Sono conosciutissimo per i film di mafia, però questa è la quarta volta che indosso i panni di un prete. Mi piace Roberto Gasparro, è carico di entusiasmo e dirige tutto benissimo: avrei dovuto fare la parte di un ministro burbero e cattivo, invece l’ho convinto a farmi vestire i panni di Don Gaetano. E poiché sono un prete discolo, la curia mi ha messo al 41 Bis, battuta che cito anche nel film: quindi, alla fine, tutto torna!”.
E’ raggiante Tony Sperandeo, attore di grandissima esperienza (ha vinto anche un Donatello), chiamato dal giovane regista Roberto Gasparro, a recitare in questo incantevole borgo di Montiglio Monferrato, nell’astigiano,  dove è stato puntato il set di ‘Qui non si muore’ di Roberto Gasparro, giovane regista che per l’occasione ha radunato attorno a sé un cast composto anche da Franco Barbero, Giorgio Serra, Barbara Bacci, Alessandro Gamba, Margherita Fumero.
Un film semplice caratterizzato da persone semplici, che cercano un’idea per rilanciare l’immagine del paese, rendendone pubbliche le virtù. Come spiega il regista, ”Al momento tutto molto positivo, dal ciak all’interazione con la gente e il territorio. Grazie di cuore al Sindaco Dimitri Tasso, vera anima di questo Paese, amatissimo e stimatissimo da tutti i suoi concittadini. Proseguiamo ancor più decisi e convinti sulla strada felicemente intrapresa”.
Ovviamente felice anche il primo cittadino del piccolo comune: ”Questo film è una vetrina importante, che ben si sposa con la vocazione di richiamo internazionale insita in Montiglio e che intendiamo nel tempo rilanciare e sostenere: l’opera di Roberto Gasparro ha colorato il paese e le frazioni intorno di umanità e di entusiasmo. Gliene siamo vivamente grati”.
E se per Giorgio Serra, che nel film è “uno dei quattro vecchietti discoli che sperano di rilanciare questo paese”, l’augurio è che le pseranze del paese divengano realtà (“colpendo la sensibilità di tutti e di chi di dovere anche nella realtà quotidiana”, dice), invece Margherita Fumero (nel film l’esuberante e creativa madre del Sindaco), ribadisce il concetto:  “Montiglio è un paese meraviglioso, gli abitanti sono fantastici, noi stiamo tutti benissimo e mangiamo tantissimo. Quindi, prevedo di ingrassare molto prima di far rientro a Torino: sarà forse anche per questo che qui mi definiscono spesso un’artista di peso e di spessore?”.
M.