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“Il Tso per chi rifiuta le cure? Uno strumento utile” afferma il presidente dei sindaci, Antonio Decaro

Ultimo aggiornamento 17:33

Se al vertice dei governatori preferiti dagli italiani c’è il veneto Luca Zaia, per quel che riguarda i sindaci, il primo cittadino ‘più amato’ è quello di Bari, Antonio Decaro (tra l’altro anche presidente dell’Anci). Ebbene, dimostrando grande sintonia proprio con il governatore più amato, in un’intervista rilasciata a ‘La Nazione’ su come arginare i contagi, Decaro ne ha condiviso la proposta spiegando che, “I trattamenti sanitari obbligatori (Tso) possono essere uno strumento molto utile, in casi estremi e ben definiti, per tenere sotto controllo l’epidemia, isolando i possibili diffusori del Covid 19 che violino le norme di quarantena”.

Decaro: “Tso? Sono competenza dei sindaci”

Oltretutto tiene a precisare il presidente dei sindaci italiani, che ”i trattamenti sanitari obbligatori sono competenza dei sindaci sulla base di una legge del 1978. Su richiesta dei sanitari si fa un Tso e, trattandosi di una restrizione della libertà personale, questo poi viene giustamente vagliato dal magistrato. Ora, in sede di conversione del decreto Cura Italia, il Parlamento ha inserito una norma che affida a noi dal 22 maggio il potere di ordinanza in materia di quarantena. Quindi per chi viola la misura, il sindaco, su richiesta dell Asl o magari degli organi di polizia che riscontrano la trasgressione, può disporre il Tso“.

Decaro: “Torna il potere di ordinanza ai sindaci”

“All’inizio – spiega ancora il primi cittadino barese – abbiamo fatto la scelta di cedere i poteri di ordinanza sanitaria locale in materia di Coronavirus per evitare che ogni sindaco gestisse in autonomia l’epidemia quando invece serviva un’unica cabina di regia. Ora, il potere di ordinanza tornerà a noi a fine luglio. Ma è giusto che nella seconda fase, per aiutare a controllare i focolai, ci sia stato dato intanto il potere di disporre velocemente un Tso”. Dunque, rimarca Decaro, “Sarebbe opportuno e utile poter obbligare al trattamento chi è positivo con sintomi ma rifiuta di collaborare. Se è trattabile a casa sua, va bene, altrimenti deve essere assistito in una struttura sanitaria. Ma che si curi e stia in quarantena è fondamentale per mettere sotto controllo i focolai. Sul come, valuti il governo”

Max