IMMIGRATI: VESCOVI SECAM, TRAGEDIA LAMPEDUSA E’ ANCHE RESPONSABILITA’ AFRICANA

La tragedia di Lampedusa “e’ anche una responsabilita’ africana”. La denuncia arriva dai vescovi africani del Secam.’’E’ sorprendente – afferma la nota dei vescovi inviata all’agenzia Fides – che cosi’ tanti rifugiati dall’Africa orientale continuino a intraprendere il pericoloso viaggio verso l’Europa alla ricerca della ’liberta’’ a causa delle gravi condizioni politiche ed economiche dei loro Paesi di origine’’. I vescovi africani sottolineano in particolare le condizioni di Somalia ed Eritrea, i due Paesi da dove provengono la maggior parte delle persone coinvolte nella tragedia di Lampedusa. ’’Nel caso della Somalia le milizie al Shabaab terrorizzano la popolazione sin dal 1994. Questa lunga guerra ha provocato gravi problemi sociali ed economici. Anche la situazione politica in Eritrea ha spinto molti di questi migranti a fuggire dal loro Paese. Non esiste alcuna forma di liberta’, non esiste libera stampa, ne’ liberta’ religiosa e nessun diritto di assemblea. Queste persone affermano che cercano di dare un senso alla loro vita’’.  I vescovi sottolineano che ’’il dramma della migrazione, con un crescente numero di giovani che rischiano la vita per abbandonare l’Africa, riflette la profondita’ del malessere di un Continente dove ancora sono forti le resistenze ad assicurare alle proprie popolazioni lavoro, educazione e salute. Dopo oltre 50 anni di indipendenza, l’Africa e’ ancora alle prese con violenze senza fine, gruppi armati illegali che continuano a minacciare la sicurezza della popolazione e dei loro beni che a loro volta provocano la fuga delle persone, come nel caso dell’incidente di Lampedusa’’. I presuli lanciano un accorato appello “alla responsabilita’ delle istituzioni africane, perche’ operino per coordinare le politiche di controllo dei flussi migratori e soprattutto inizino un processo di miglioramento delle condizioni di vita dei loro Stati. Si richiede anche all’Europa di rivedere la propria legislazione immigratoria e tratti i ’’migranti con maggiore compassione’’.