Home ATTUALITÀ Immigrazione clandestina, il Viminale investe in droni per sorvegliare il Mediterraneo

    Immigrazione clandestina, il Viminale investe in droni per sorvegliare il Mediterraneo

    Ultimo aggiornamento 11:58

    Il Ministero dell’Interno ha deciso di investire nei droni per potenziare la sorveglianza delle frontiere marittime esterne oltre le coste siciliane. Questa la nuova strategia adottata per contrastare l’immigrazione clandestina, con un investimento da 7,2 milioni di euro per un drone aereo che per 12 mesi pattuglierà il mar Mediterraneo.

    L’utilizzo di un drone rappresenta un’innovazione di grande rilievo e in investimento importante, comprensivo addestramento di quattro piloti che si occuperanno di pilotare da remoto il drone, il cui volo costerà 5000 euro all’ora.

    La decisione di impiegare i droni per operazioni di potenziamento del controllo e per garantire la sicurezza rappresenta una svolta importante, come sottolinea anche la Soradis, fra le aziende maggiormente attive nel settore dei droni con una sezione dedicata. Con la propria esperienza nel campo e la dotazione ingente di doni altamente professionali, infatti, la Soradis ha da tempo sposato questa linea agendo in anticipo su quella che, come dimostra la nuova strategia del Viminale, rappresenta il futuro della sicurezza.

    L’esigenza di contrastare i flussi migratori nel Mediterraneo centrale è legata infatti ad un contesto che non vive grandissima trasparenza, a causa della qualità delle relazioni tra l’Italia e le cosiddette “autorità libiche” per la cooperazione in materia migratoria.

    L’importanza di utilizzare il drone in una situazione del genere (come sottolinea anche la Soradis) è rappresentata da un servizio garantito di giorno e di notte, con un’autonomia minima di 12 ore e potendo contare su un “occhio” ed un “orecchio” sostanzialmente invisibile, ma che è ingrado di identificare oggetti di due metri di grandezza a una distanza di quattro chilometri.

    In base all’accordo, il drone garantirà almeno 1200 ore di volo, che saranno spalmate nell’arco di 12 mesi e con la possibilità di estendere il servizio a 1800 ore divise in 18 mesi. Come specificato, il drone agirà sul Mediterrano centrale andando a coprire un’area distante al massimo 560 km dagli aeroporti di partenza, che saranno quelli di Trapani, Lampedusa e Ragusa-Comiso.

    Articolo sponsorizzato da Soradis S.I.A. S.r.l.

    Soradis S.I.A. S.r.l.