IMMIGRAZIONE: RENZI, SE UE NON CI ASCOLTA PIANO B

Europa, Lega, Mafia Capitale, governo di legislatura. Il premier Matteo Renzi in una lunga intervista al ’Corriere della sera’, rilancia l’azione dell’esecutivo e manda un monito all’Ue sull’immigrazione. Se l’Europa – dice chiaro e tondo – non ci ascolta sui migranti, l’Italia “ha un piano B”.  Quello dell’immigrazione per il presidente “è un tema grave”. Se nei prossimi giorni “il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene – afferma -. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B. Ma sarebbe una ferita innanzitutto per l’Europa. Vogliamo lavorare fino all’ultimo per dare una risposta europea”. Salvini? “Strillare di epidemie significa procurare allarmismo”.  Squinzi si lamenta perché l’Italia è esclusa dai vertici europei sulla Grecia? “I problemi si affrontano nelle sedi istituzionali, non nei caminetti”, dice Renzi. “Per spiegare ai greci che non possiamo pagare le baby pensioni a loro dopo aver fatto tanta fatica per toglierle agli italiani non serve una riunione”.  Il presidente del Consiglio garantisce sulla tenuta dell’esecutivo. “Al Senato – dice – i numeri sono più solidi del passato. Credo che la maggioranza dei parlamentari non voglia interrompere questo percorso di riforme”. “Se poi deputati e senatori si sono stancati di noi, basta togliere la fiducia delle Camere e vediamo chi prenderà quella dei cittadini. Ma non vedo praticabile questo scenario: a mio giudizio la legislatura andrà avanti fino al 2018”. “Ho rispetto per Ignazio Marino. Non possiamo però sottovalutare il messaggio che viene da Roma”. Renzi spiega che “ci sono due questioni differenti”. “Sul piano giuridico aspettiamo le carte” ma non vede elementi per sciogliere il Comune per mafia. Il Pd romano invece “va rifondato”. In ogni caso a Roma “se decideremo di andare avanti lo faremo solo se convinti, non per paura di perdere il Comune”.  Su Azzollini “leggeremo le carte – precisa -. Se emergerà il fumus persecutionis voteremo contro l’arresto. Se tutto sarà in linea con la Costituzione e con le leggi, voteremo a favore dell’arresto, come abbiamo fatto anche con i nostri. Gli sconti si fanno nei negozi, non in Parlamento”. Quanto a De Luca, “sulla Severino faremo ciò che prevede la legge, senza interventi ad personam. Esiste una contraddizione, perché de Magistris e De Luca sono nella stessa situazione”.