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Incentivi a commercianti che usano il Pos: quali, da quando e quanto, come fare, e zero limiti per prelievi e versamenti

Ultimo aggiornamento 14:27

Con l’entrata in vigore dei nuovi limiti al contante per i pagamenti e alla cosiddetta obbligatorietà per l’uso dei Pos, vale a dire gli strumenti per il pagamento in forma elettronica (e dunque riscontrabile), sono scattate tutte le altre procedure che, benchè a corollario, rappresentano snodi importanti per i commercianti.

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Stiamo parlando di incentivi per commercianti che utilizzano il Pos: ma quali sono? Come funzionano e da quando? E in che modo metterli in ‘atto’?

1 Luglio 2020: incentivi a commercianti che utilizzano il Pos: quali sono

A partire dal 1° luglio 2020, sono stati inseriti nel ‘pacchetto’ delle novità che hanno ufficializzato il limite ai contantianche delle formule per ‘sollecitare’ le piccole e medie attività a scegliere i pagamenti elettronici.

Insomma, ci saranno degli incentivi per commercianti ed artigiani che utilizzano il Pos, strumento che permette come ben noto di risalire ai pagamenti perchè, essendo fatto tramite le carte di credito e di debito e mediante chip e banda magnetica sono tutti tracciabili.

Un modo per controllare i numeri (alti) dell’evasione fiscale, e una misura pensata per agevolare i pagamenti elettronici al fine di impedire movimenti illeciti, peraltro sposata alla riduzione del limite al contante a duemila euro.

Ma quali sono questi incentivi?

Le imprese che scelgono il Pos possono recuperare parte di quanto usano per i pagamenti tracciabili, vantando un credito d’imposta del 30% su commissioni e costi fissi che sono addebitati per le transazioni fatte tramite le carte.

Limiti al contante: ma nessuna restrizione in banca per versamenti e prelievi

Si collega a questo la procedura per il limite del contante, che tuttavia non si applica per i versamenti e i prelievi in banca, in quanto non rappresenta un trasferimento di denaro tra soggetti diversi.

E tra le altre, i movimenti dei conti correnti sono sottoposti a controlli da parte dell’agenzia delle Entrate, che ha accesso a tutti i dati bancari per accertamenti di forma tributaria.

Ci sono anche le verifiche dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, per quanto riguarda le norme sull’antiriciclaggio. In caso di movimentazioni consistenti di contanti o sospette rispetto alla normale attività, l’operatore bancario potrebbe richiedere le ragioni che hanno indotto al prelievo o l’origine di fondi oggetto di versamento.