Home SPETTACOLO ‘Inequilibrio 2019’, Castigliocello capitale tersicorea

    ‘Inequilibrio 2019’, Castigliocello capitale tersicorea

    Per lunghi anni è stato il ‘quartier generale’ del grande coreografo Micha Van Hoke e della sua straordinaria compagnia di balletto. Qui sono state realizzate estati di meravigliosi spettacoli tersicorei – soprattutto intitolati al moderno – dove hanno praticamente danzato tutti e dove l’inimitabile Maurice Bejart è stato lungamente al centro degli omaggi. Quest’anno ad esempio, la rassegna è dedicata a Lucia Latour, coreografa, architetta scomparsa lo scorso aprile, che a partire dagli anni ’70, vera innovatrice, che ha sempre ‘misurato’ danza in relazione a tutte le altre forme d’Arte, soprattutto visive.
    E giunta alla XXII edizione la rassegna del festival ‘Inequilibrio’ di Castiglioncello, dal 7 luglio tornerà a proporre spettacoli, seminari ed eventi, tra le differenti ed ugualmente suggestive location, come la tensostruttura nel parco del castello, la limonaia, l’anfiteatro del Castello di Castiglioncello, ma anche entro autobus, all’alba o al tramonto. Insomma laddove vi sia atmosfera, tutto è possibile.

    E come spiega il comunicato che accompagna questo appuntamento, “La scena contemporanea è alla ricerca perenne del nuovo, in realtà basterebbe fermarsi e osservare quello che c’è e che c’è stato. La vera sovversione non è oggi ribaltare e trasformare il presente o il passato, ma guardare ad essi per capire come andare avanti. Per questo Inequilibrio, a Castiglioncello dedicherà uno spazio all’interno del Festival, ad alcune firme storiche della danza italiana. Generazioni di artisti che hanno segnato alcune tra le più significative tracce autoriali degli ultimi 30 anni”.

    Inequilibrio 2019 omaggia il Sud-este Asiatico

    Numerosi e, come sempre, altrettanto qualitativi gli artisti che metteranno in scena le loro performances, alcune delle quali in prima assouta. Ecco quindi Enzo Cosimi, la compagnia Abbondanza Bertoni, Raffaella Giordano, Davide Valrosso, Cristina Rizzo.Sarà poi la volta della danza portoghese, con Vera Mantero, artista a tutto tondo, coreografa, performer e cantante, artista visiva.
    E se nelle scorse edizioni è stata ospita la cultura del nord Africa, in quest’edizione – grazie anche al sosteno del Mibac – l’attenzione è ricolta al Sud Est Asiatico e all’India. Ragione per cui avremo modi di ‘scoprire’ da vicino l’Attakkalari Centre for Movement Art di Bangalore (India), con i danzatori Arathi A.R., Niharl Pash e Veher Nishad.Ecco quindi i Goblin Party e Dandas Art Group. I Goblin party, con gli innovativi coreografi Jin ho Lim e Kyung min Ji s. Spazio poi alla La DANDANs Arts group.

    Inequilibrio 2019, non solo Danza…

    Nutrita le presenza come sempre del ‘gotha’ italiano, con le coreografie firmate al Festival Luna Cenere, Alessandra Cristiani, Collettivo Cinetico, Marco D’Agostin, Silvia Gribaudi, Salvo Lombardo, Compagnia Panzetti Ticcone, Cristina Kristal Rizzo.
    Cosi come per il teatro con la poesia di Giuliano Scabia ed il Babilonia Teatro. Ed ancora, Industria Indipendente e Anna Maria Ajmone, la coppia Antonella Questa-Luca Scarlini; Roberto Latini; ‘I Miserabili’ di Milena Costanzo, con Savino Paparella, Francesco Pennacchia e Rossana Gay; l’incontro tra Francesca Sarteanesi (Gli Omini) e Luisa Bosi (Murmuris Teatro); Gemma H Carbone e Riccardo Festa; i Proxima res (con Emiliano Masala, Massimiliano Speziani e Gaetano Cappa); le viedelFool; Elena De Carolis; Eugenio Mastrandrea e Riccardo Ricobello; Valerio Sirna ed Elisa Pol; Valentina Bischi; Vicoquartomazzini; ed infine, Ventriglia e Garbuggino.

    Ricordiamo, oltre alla mostra fotografica con video installazioni e musica ‘/keˈbɛk/ Lepage ritratti ambienti‘ a cura di Anna Maria Monteverdi, anche i concerti jazz ed i laboratori di Guido di Leone.
    “Abbiamo riletto i testi teatrali di Lepage e ci siamo accorti che quelle persone di cui racconta esistono davvero, e li puoi trovare nel quartiere cinese di Montréal, tra gli hangar del vecchio porto, risalendo la ‘strada del fiume’ San Lorenzo, perdendoti tra i graffiti colorati raffiguranti gli indiani ‘Prime nazioni’. Ci siamo chiesti cosa parlasse di più del suo teatro e ci è bastato andare in Québec'”, spiega Anna Monteverdi ricercatore di Storia del Teatro all’Università di Milano, curatrice della mostra fotografica di Marzio Emilio Villa (nata visitando il Québec e la Francia), che ha dedicato 20 anni di studi al grande regista e interprete franco canadese pubblicando due monografie.
    Max