Home POLITICA ESTERI Iraq, 5 militari feriti da un ordigno artigianale. Tre sono gravi

Iraq, 5 militari feriti da un ordigno artigianale. Tre sono gravi

Ultimo aggiornamento 17:54

Un vile attentato purtroppo prevedibile, in un paese ormai da anni quotidianamente tormentato da forti contrapposizioni religiose, ideologiche e, oggi più che mai, politiche. Così, a farne le spese, sono stati  cinque nostri militari delle forze speciali, tre dei quali feriti gravemente, ma non in pericolo di vita. Almeno questo è quanto giunge dall’area di Kirkuk (nord Iraq), con il più grave dei tre che ha purtroppo dovuto subire l’amputazione della gamba.

Era in pattugliamento anti-Daesh con gli iracheni

I cinque soldati, due del nono reggimento Col Moschin dell’Esercito, e tre del Gruppo operativo incursori Comsubin della Marina militare, erano impegnati nell’addestramento delle forze curde e irachene, denominato  ‘Prima Parthica’. Dopo aver  effettuato un pattugliamento a piedi, in affiancamento ai colleghi iracheni (nell’ambito della lotta ai militi del Daesh), proprio mentre stavano tornando verso i mezzi in attesa, i 5 sono stati investiti dalla violenta esplosione di un ordigno artigianale. Immediatamente soccorsi, i nostri cinque connazionali sono subito stati trasportati in un ospedale ‘Role 3’ dagli elicotteri Usa della coalizione.

Indaga la Procura di Roma: aperto un fascicolo

Avvertito immediatamente dallo Stato Maggiore, Lorenzo Guerini,  ministro della Difesa Lorenzo, oltre ad aver a sua volta informato dell’accaduto  il Presidente Mattarella, che ha disposto l’assistenza per le famiglie dei soldati feriti. Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per ‘per attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime’.

Tra i primi politici a rilasciare dichiarazioni in merito all’attentato di Kirkuk, è stato il ministro Di Maio, che dalla sua pagina Fb ha postato:  “‪Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato.  I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. In questi casi il primo pensiero va ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Seguiamo con attenzione ogni sviluppo”.

Max