Italia zona bianca, riaperture e mascherine: le regole

L’Rt nazionale cala ancora e in Italia si va sempre più verso la zona bianca, con misure e cambi di regole contro il coronavirus per quanto riguarda lo stop al coprifuoco e la riaperture delle piscine al chiuso e dei centri benessere e termali in alcune Regioni. Restano mascherine e distanziamento, naturalmente, e l’areazione e la sanificazione dei luoghi chiusi. 

Secondo quanto quanto appreso dall’Adnkronos Salute, in Italia l’indice Rt scende ancora, attestandosi a 0.72 (la scorsa settimana era 0.78). Inoltre, tutte le Regioni/Province autonome sono classificate a rischio basso e hanno tutte un Rt medio inferiore a 1, quindi una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno, si apprende sugli ultimi dati del monitoraggio settimanale riferito al periodo 17-23 maggio.  

Se l’andamento è confermato, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna dovrebbero essere le prime regioni bianche dalla prossima settimana. E dal 7 giugno sarà la volta di Abruzzo, Veneto e Liguria. 

ZONA BIANCA, NIENTE COPRIFUOCO MA RESTANO MASCHERINE

 

In zona bianca, quindi, niente coprifuoco ma restano l’obbligo di mascherina e il distanziamento, assieme ad una serie di riaperture, secondo quanto previsto nell’accordo tra ministero della Salute e Regioni sulle regole da applicare nella fascia con il livello più basso di rischio Covid. Linee guida che saranno recepite in una prossima ordinanza del ministro Speranza, ha fatto sapere nei giorni scorsi il ministero della Salute in una nota. 

La proposta condivisa prevede che – fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi – una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato il cosiddetto ‘coprifuoco’ e si possano anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo. Il riferimento per lo svolgimento delle attività è quello delle ‘Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali’, adottate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e degli altri protocolli. 

IPOTESI MASCHERINE ALL’APERTO VIA DA AGOSTO
 

“Liberalizzare i vaccini dalla metà di giugno la ritengo una prospettiva credibile, mentre il mese di agosto sarà quello in cui potremmo iniziare a pensare di togliere le mascherine all’aperto” ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ai microfoni di ‘I Lunatici’ su Rai Radio 2. 

Sulla campagna vaccinale “c’è stato un cambio di passo. Quando siamo arrivati al governo – ha ricordato Costa – eravamo a 60.000 dosi al giorno. Ora siamo a 500.000. E sono convinto che questo numero continuerà a crescere. Il mese di giugno sarà decisivo, arriveranno 20 milioni di dosi, potremo arrivare anche alle 700.000 somministrazioni al giorno. L’obiettivo primario era mettere in sicurezza anziani e fragili, ora l’obiettivo è quasi raggiunto”.