LA CAMERA APPROVA L’ABOLIZIONE DEI VITALIZI: SI VA IN PENSIONE CON IL METODO CONTRIBUTIVO

Dunque la Camera si è schierata contro i vitalizi per i parlamentari, che ora – come ogni comune mortale – dovrà attendere la pensioni calcolate con il metodo contributivo. Il nuovo sistema previdenziale è esteso, entro sei mesi, anche alle Regioni; riguardo invece quelle a statuto speciale, e le Province autonome, queste si adegueranno ai loro statuti. L’attuale regolamentazione prevede che, per ottenere l’assegno pensionistico, un parlamentare deve aver svolto un mandato di almeno 5 anni, e aver compiuto 65 anni di età. A seguire (oltre il quinto), per ciascun anno di mandato il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni. Il nuovo modello – già in vigore – basato interamente sul sistema contributivo e non più su quello retributivo (ora passerà all’esame del Senato), prevede inoltre, il ‘ricalcolo’ degli assegni fin qui già percepiti, in virtù dei vitalizi. Dunque i contributi previdenziali ora saranno trattenuti d’ufficio sull’indennità parlamentare. Per i parlamentari che invece sceglieranno optino ‘il trattamento economico ‘in godimento’ presso l’amministrazione di appartenenza – spiega molto eloquentemente l’agenzia di stampa Adnkronos – in luogo dell’indennità parlamentare, potranno chiedere di essere ammessi al versamento di contributi, allo scopo di ottenere la valutazione del mandato parlamentare ai fini previdenziali. In tal caso, le trattenute si effettuano sulle competenze accessorie’. Dal canto loro le Camere ridetermineranno assegni e pensioni attualmente erogate, alfine di adeguarle alle nuove norme introdotte dal provvedimento. Tuttavia, la cifra che sarà indicata dalla rideterminazione non potrà essere superiore rispetto all’entità del trattamento già percepito al momento dell’entrata in vigore della nuova legge. Per quel che riguarda la decorrenza del trattamento, così come indicato dalla legge Fornero, sarà richiesto il raggiungimento dell’età pari a quella stabilita per lavoratori e delle lavoratrici dipendenti. i ugualmente di un’età pari a quella prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia dei stabilita dalla legge Fornero. Per i parlamentari che esercitano o hanno esercitato il mandato alla data di entrata in vigore della nuova legge, si applicano i requisiti anagrafici vigenti, in base alle determinazioni delle Camere, a quella data.
M.