LA COMMISIONE EUROPEA SI SCAGLIA CONTRO GOOGLE PER IL SISTEMA ANDROID

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    La Commissione Europea si è scagliata contro Google, inviando una comunicazione degli addebiti (statement of objections) per la violazione delle regole antitrust dell’Ue, “abusando della propria posizione dominante nell’imporre restrizioni ai costruttori di apparecchi con sistema Android e agli operatori di rete mobile”. Secondo la Commissione, si ritiene che Google “sia dominante nei mercati dei servizi di ricerca generale su Internet, dei sistemi operativi per gli apparecchi mobili che si possono dare in licenza e negli app stores del sistema operativo mobile Android”. Google, detiene quote di mercato di oltre il 90% in ciascuno di questi mercati. La commissione, inoltre, ha sottolineato come Google, “abbia implementato unastrategia riguardante gli apparecchi mobili per preservare e rafforzare la propria posizione dominante nelle ricerche generali su Internet. In primo luogo, queste pratiche comportano che Google Search, il motore di ricerca della compagnia di Mountain View, è preinstallato e impostato come il motore di ricerca di base, o addirittura come quello esclusivo, nella maggior parte degli apparecchi venduti in Europa che utilizzano il sistema operativo Android: danneggiando i consumatori riducendo la concorrenza e limitando l’innovazione nell’ambiente mobile. La replica arriva sul blog europeo di Google, tramite la persona do Kent Walker, Senior Vice President General Counsel del motore di ricerca, che ha evidenziato: Android è un modello di innovazione aperta. Google intende dimostrare che è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori. Prendiamo seriamente le preoccupazioni espresse dalla Ue – sottolinea Walker – tuttavia crediamo che il nostro modello di business permetta ai produttori di mantenere costi bassi e una elevata flessibilità, consentendo ai consumatori di avere un controllo senza precedenti sui propri dispositivi mobili. Il sistema è basato su un software open source e sull’innovazione aperta. Saremo felici di lavorare con la Commissione Europea perdimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori. Google – ricorda Walker – ha rilasciato il sistema operativo Android nel 2007: un sistema operativo open-source e gratuito, supportato da numerosi partner hardware: un modello diverso da tutto quanto lo aveva preceduto. Il primo dispositivo non avrebbe certo lasciato prevedere il futuro successo di Android. Fu descritto come ’particolare’, dotato – continua – di un affascinante look retrofuturistico; come fosse un gadget di un film di fantascienza degli anni ’70 ambientato nel 2038’. Ma noi (e le migliaia di altre aziende che lavoravano su dispositivi e app Android) siamo andati avanti. Da allora, Android è diventato un motore di innovazione per i software e gli hardware mobili. Ha consentito a centinaia di produttori di costruire eccellenti telefoni, tablet e altri dispositivi ancora. Ha permesso a sviluppatori di ogni dimensione – prosegue Walker – di raggiungere facilmente un vasto pubblico. Il risultato? Gli utenti possono beneficiare di una scelta straordinaria di app e di dispositivi a prezzi sempre più bassi. Il modello che abbiamo ideato funziona così: i nostri accordi con i partner sono interamente su base volontaria – chiunque può usare Android senza Google. Provateci – potete scaricare l’intero sistema operativo gratuitamente, modificarlo come volete e costruire un telefono. E grandi aziende come Amazon lo fanno. I produttori che vogliono partecipare all’ecosistema Android si impegnano a testare e certificare che i loro dispositivi supportano le app Android. Senza questo sistema, le app non funzionerebbero da un dispositivo Android all’altro – precisa il Senior Vice President-. Pensate a quanto sarebbe frustrante se una app che avete scaricato su un telefono Android non funzionasse anche sul telefono Android dello stesso produttore che avete acquistato in sostituzione del precedente. Ogni produttore può scegliere di caricare la suite di app Google sul dispositivo e liberamente aggiungere altre app. Ad esempio, oggi i telefoni sono dotati disvariate app già pre-installate(Microsoft, Facebook, Amazon, Google, quelle degli operatori mobili e altre ancora). Naturalmente mentre Android è gratuito per i produttori, richiede comunque risorse per il suo sviluppo, per migliorarlo, per mantenerlo sicuro e anche per difenderlo da battaglie sui brevetti. Offriamo Android gratuitamente e compensiamo i costi sostenuti attraverso i ricavi che generiamo con le nostre app e i servizi Google che distribuiamo attraverso Android. La popolarità di app comeSpotify, WhatsApp, Angry Birds, Instagram, Snapchat e molte altre – conclude infine Walker – dimostra come sia facile per i consumatori usare nuove app che apprezzano. Oltre 50 miliardi di app sono state scaricate su Android.

    D.T.