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“La fase 2 quasi identica alla prima: 10 task force per non decidere nulla”, accusa l’opposizione

Ultimo aggiornamento 09:44

Delusione e sconcerto, dal governo nessuna risposta. Gli italiani chiedono certezze, negli altri paesi europei tutto questo c’è, in Italia no”. Come sempre, per celerità, è stata la Lega a replicare il Dpcm annunciato dal premier Conte nel corso della conferenza stampa in diretta tv.

“Dieci taske force per non decidere nulla”

Imprenditori, artigiani e commercianti – ha affermato Matteo Salvini – sono pronti a riaprire subito in sicurezza, ritardi e incertezze faranno chiudere migliaia di aziende e perdere milioni di posti di lavoro. Senza contare il nulla a favore delle famiglie con figli. Un mese e dieci task force per non decidere nulla, sconcertante”.

Meloni: “La fase due è quasi identica alla fase uno”

Sempre tra le fila dell’opposizione, anche Giorgia Meloni rimarca su una sorta di nulla di fatto da parte dell’esecutivo rispetto alle attese per la fase 2: “Un’altra lunga e confusa conferenza stampa di Conte per dirci che, in sostanza, la fase due è quasi identica alla fase uno”, scrive laleader di Fdi dalla sua pagina Fb. ”Agli italiani che mi stanno scrivendo per capirci qualcosa di più devo confessare che non ne so nulla. Conte decide evidentemente da solo della vita e della libertà di ciascuno di noi”.

“Lo sbaglio: riaprire le attività produttive per settori”

“Quando avremo i testi cercheremo di capirci qualcosa di più”, afferma la Meloni che entra poi nel vivo della questione: “Intanto posso dire che non condivido minimamente la scelta di riaprire le attività produttive per settori e lasciare fermi per molte settimane interi comparti economici, esponendoli a una chiusura quasi certa. Il criterio doveva essere un altro: chi può garantire le norme anti-contagio e la sicurezza dei lavoratori deve poter riaprire. E lo stato deve sanificare a spese sue. Invece no. Si decide che qualcuno non deve avere speranza”.

“Interi settori rischiano di non riaprire mai più”

Ma perché un ristorante, o un bar, che riesce a garantire le distanze e i dispositivi di sicurezza non può aprire con gli altri? – domanda e si domanda la leader di Fdi – Perché un centro estetico che ha le cabine per l’auto trattamento non può aprire con gli altri? Perché un parrucchiere che può garantire il rapporto di uno a uno non può aprire con gli altri? Perché una palestra che garantisce l’allenamento singolo non può aprire con gli altri? E potrei fare molti altri esempi… Perché, insomma – conclude quindi la Meloni –  dobbiamo massacrare interi settori che rischiano di non riaprire mai più? Per avere la possibilità di fare un’altra conferenza stampa alle otto di sera?”.

Max