Home SPETTACOLO CINEMA La figlia di Bruce Lee: Tarantino lo ha ridicolizzato

La figlia di Bruce Lee: Tarantino lo ha ridicolizzato

“Viene presentato come uno stronzo arrogante pieno di sé e non come qualcuno che ha dovuto combattere tre volte tanto quanto una di quelle persone per realizzare ciò che è stato dato naturalmente a così tanti altri”. E’ un fiume in piena Shannon Lee, figlia del leggendario attore, e campione di arti marziali, Bruce Lee, denunciando l’irrispettosa – a suo giudizio – raffigurazione, che il regista Quentin Tarantino ha fatto del padre in “C’era una volta a… Hollywood“.
Il forte rammarico della donna è di non essere stata minimamente avvertita od interpellata prima di girare, e di aver quindi avuto modo di vedere quanto realizzato dal regista, direttamente nei cinema americani, dove la pellicola è uscita a fine luglio.
Nel film mio padre è un idiota arrogante e pieno di sé – si foga ancora Shannon attraverso il sito ‘The Wrap’ – È stato veramente spiacevole sedermi in sala e ascoltare la gente che rideva in faccia a lui“. In particolare, Shannon fa riferimento alla ricostruzione di una scena di una nota serie tv interpreta da Bruce Lee (nei panni di Mike Moh), quando questi deve misurarsi con la controfigura di Rick Dalton (Leo Di Caprio), tale Cliff Booth, interpretato da Brad Pitt. Tra i due volano parole grosse ed il personaggio interpretato da Pitt lascia intendere che potrebbe picchiare Lee quando e come vuole. “Capisco che i due personaggi sono antieroi e questa è una sorta di fantasia su cosa sarebbe potuto succedere tra di loro – afferma la figlia del mito cinese, per lungo tempo discriminato per le sue origini – E il film ritrae un periodo storico chiaramente segnato dal razzismo e dall’esclusione sociale. Capisco anche che vogliono fare del personaggio di Brad Pitt questo super duro che può battere Bruce Lee. Ma non avevano bisogno di trattare mio padre nel modo in cui la Hollywood bianca lo ha trattato quando era in vita“. Conclude la donna, accusando tarantino d aver in qualche modo “sfruttato” l’immagine del defunto genitore.
Max