CALCIO

La Lazio si aggrappa a Caicedo, l’uomo delle rimonte

Ci pensa sempre Caicedo. Quando le cose vanno storte l’ecuadoriano entra e le raddrizza. E’ il nuovo mantra della Lazio. Un rito che sa di scaramanzia e tattica scelto da Inzaghi. Che si è affidato a partita in corso di Caicedo anche contro la Juve. E come successo con Torino e Zenit ha riparato. Il Panterone entra, segna e pareggia. Al 94’.

E’ ormai la sua zona, fa male in ogni modo quando la partita è praticamente finita. Il pareggio con la Juve allunga la striscia di risultati utili della Lazio, che contro la squadra di Pirlo ha dovuto fare a meno di Immobile. Intrappolato nel rebus tamponi. Al suo posto ci ha pensato l’amico Caicedo a risolvere le cose.

“Felipe si merita tutto questo”, ha dichiarato Simone Inzaghi nel postpartita. “E’ un giocatore che sa farsi volere bene da tutti, ma non è l’unico: anche a San Pietroburgo chi è entrato ha dato una grande mano. E così oggi tutti i cambi hanno dato un contributo fondamentale”.

L’allenatore biancoceleste ha anche parlato delle difficoltà che sta attraversando la sua squadra: “Eravamo senza quattro titolari come Strakosha, Leiva, Lulic e Immobile. E a Brugge eravamo in 13, in Russia 14: abbiamo fatto un ciclo di partite incredibile con i giocatori contati. Per questo oggi l’esultanza era più spinta del solito. C’era bisogno di tutti, sapevamo che il momento era difficile ma abbiamo un grande cuore. Questi ragazzi si sono superati”, ha concluso Inzaghi.