LA RAPPRESAGLIA DI MADURO: ARRESTATI IL LEADER OPPOSIZIONE ED IL SINDACO DI CARACAS

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    La ‘rappresaglia’ è iniziata. Il presidente Maduro l’aveva annunciata e, puntuale, non si è fatta attendere, con la polizia che nella notte ha fatto irruzione nella casa di Leopoldo Lopez, leader di opposizione venezuelano (per altro già agli arresti domiciliari), portandolo nuovamente in carcere. A darne notizia è stata la moglie Lilian Tintori, che su Twitter ha scritto: “Urgente. Hanno appena portato via Leopoldo da casa. Non sappiamo dove si trovi e dove lo portano. Se gli succede qualcosa Maduro è responsabile”. La prima volta, dal febbraio al settembre 2014, Lopez fu rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, condannato a scontare una pena di 13 anni e 9 mesi, in quanto ritenuto responsabile di incitamento alla violenza, oltre che incendio e danni alle proprietà dello Stato, reati contestati in seguito alle rivolte contro Maduro. La sua condanna e la sua detenzione sono state più volte denunciate dalla comunità internazionale. Poi Lopez, leader di ’Voluntad Popular’, è stato scarcerato per motivi di salute lo scorso 8 luglio, dopo che il Tribunale Supremo gli ha concesso gli arresti domiciliari. I media locali hanno inoltre rivelato che stessa sorte è toccata anche a Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, finito agli arresti domiciliari. Come ha commentato Freddy Guevara, primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale (il parlamento controllato dall’opposizione9, questi arresti sono stati effettuati “per metterci paura e demoralizzarci, quando quelli che si trovano in questa condizione dal 30 luglio sono loro. Sequestrano il sindaco Ledezma per la posizione ferma e chiara sulla frode del 30 luglio e la sua visione sulla lotta che dovrà venire – ha spiegato Guevara – Il suo messaggio è già passato. Sequestrano Leopoldo Lopez perché semplicemente non si è piegato di fronte alle pressioni e alle false promesse del regime. Continuano a sbagliarsi con lui”. Intanto gli usa hanno annunciato il congelamento beni di Maduro, vietando agli americani di trattare o avere rapporti commerciali con lui, Dal canto suo il presidente venezuelano, aveva affermato di essere “orgoglioso” delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti come replica all’elezione dell’Assemblea costituente. “Non obbedisco agli ordini imperialisti – ha affermato pubblicamente Maduro – non obbedisco ai governi stranieri, sono un presidente libero. Le sanzioni di Donald Trump testimoniano la sua disperazione e il suo odio per il governo socialista. Stai facendo il più grande errore della tua vita interferendo con il Venezuela – ha poi ‘avvertito’ il successore di Chavez – non prendo ordini dall’impero, continua le tue sanzioni, Donald Trump”.
    M.