Ladispoli, bibliotecaria licenziata perché contro Salvini?

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    Polemiche ed ombre a Ladispoli vicino Roma, per la revoca del contratto di lavoro di una bibliotecaria sotto disposizione precisa da parte del primo cittadino Alessandro Grandi. La decisione sembrerebbe essere in qualche modo legata alla presa di posizione pubblica, da parte della donna, contro il vice premier Matteo Salvini a mezzo social. Una decisione dura che sarebbe peraltro stata annunciata ad Alessia Moricci, la bibliotecaria, proprio dopo un colloquio con il Sindaco che le avrebbe fatto notare l’incidente diplomatico.

    Alessia Moricci è molto nota a Ladispoli. Un tipo di rapporto di lavoro che è stato affidato dal sindaco con un incarico art.90 e che teoricamente non dovrebbe nemmeno coinvolgere compiti simili a quelli di un impiegato classico. In virtù di questo tipo di rapporto il sindaco ha deciso di interrompere il contratto aggiungendo ufficialmente come motivazione un “progressivo indebolimento del rapporto di fiducia instaurato con la signora Alessia Moricci, in particolare nello svolgimento delle attività di direzione, controllo e collegamento con le funzioni dell’Area Cultura finalizzate al perseguimento degli obiettivi contenuti nel programma di mandato, che determina, rilevando l’opportunità, il diritto di adottare un provvedimento di revoca dell’incarico già conferito ai sensi dell’articolo 90 del TUEL per le ragioni sopra esposte”.

    In realtà, secondo le voci, la fiducia che non sarebbe fallita a causa di problemi relativi all’esercizio delle funzioni, ma in seguito alla pubblicazione sui social media di pensieri contrari a quelli del ministro dell’Interno Salvini. La storia sarebbe stata sufficiente per poter parlare di incompatibilità con gli “obiettivi contenuti nel programma di mandato.” La stessa opinione del sindaco sembra averla l’assessore alla Cultura Marco Milani che ha fatto sapere che presto una persona sarà nominata al posto della Moricci scegliendo una figura all’interno dell’amministrazione.
    La Moricci è stata inserita nell’art. 90 e il suo ruolo completamente disconnesso dall’attività politica era stato riconosciuto fino al punto di essere confermato fino alla fine del mandato dal nuovo sindaco Alessandro Grando e soprattutto dall’assessore Milani.