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Latina, arrestata ex consigliera Lazio: usò Clan Di Silvio per recupero crediti e visibilità elezioni Terracina

Ultimo aggiornamento 15:09

Questa mattina Gina Cetrone, ex consigliere regionale del Lazio del Pdl è stata arrestata dagli agenti della Squadra Mobile di Latina. Sono finiti in carcere inoltre Armando, Gianluca e Samuele Di Silvio e Umberto Pagliaroli. Tutti indagati, a vario titolo, per estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini in questione sono l’esito di un ulteriore approfondimento investigativo che questa Squadra Mobile sta conducendo, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, circa le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo.

In particolare, è stato ricostruito che nell’aprile del 2016, Gina Cetrone e Umberto Pagliaroli, quali creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro effettuate dalla società Vetritalia SRL, società a loro riconducibile, richiedevano l’intervento di Samuele e Gianluca Di Silvio e Agostino Riccardo per la riscossione del credito in questione, previa autorizzazione di Amando Di Silvio detto “Lallà”, capo dell’associazione di stampo mafioso a lui riconducibile.

Nello specifico, Cetrone e Pagliaroli dopo avere convocato l’imprenditore presso la loro abitazione, gli hanno chiesto il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua macchina. Lo hanno inoltre costretto ad attendere Agostino Riccardo e i Di Silvio i quali, una volta giunti, lo hanno minacciato, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei confronti della sua persona o dei suoi beni.

Così hanno costretto l’imprenditore a recarsi il giorno dopo in Banca, sotto la stretta sorveglianza di Agostino Riccardo, Samuele e Gianluca Di Silvio e Pagliaroli che lo attendevano fuori dall’istituto bancario, e ad effettuare un bonifico di 15.000 euro a favore della società Vetritalia SRL, nonché a consegnare a loro “per il disturbo” la somma di 600 euro.

Accordi con il Clan anche per assicurarsi visibilità durante le elezioni comunali 2016

Nel medesimo contesto investigativo, è stato possibile riscontrare alcuni illeciti connessi a competizioni elettorali nella provincia di Latina.

In dettaglio, Agostino Riccardo e Renato Pugliese, proprio su determinazione di Gina Cetrone e Umberto Pagliaroli, costringevano addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle elezioni comunali di Terracina del Giugno 2016, ad omettere la copertura dei manifesti della candidata Gina Cetrone, costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in spazi e luoghi determinati, in modo che i manifesti di quest’ultima fossero più visibili degli altri.

“Cambiamo” Lazio: nessun incarico a Cetrone

“In merito alle notizie stampa sull’arresto di Gina Cetrone, il Movimento politico ‘Cambiamo!’ con Toti fa presente che Gina Cetrone non ha mai ricoperto incarichi nazionali e regionali all’interno di ‘Cambiamò ma ha semplicemente fornito la propria disponibilità a collaborare sul territorio provinciale di Latina: cosa evidentemente non possibile dopo i fatti contestati alla Cetroni, accaduti nel 2016 e di cui ‘Cambiamo!’ non era a conoscenza. In un clima di piena fiducia nell’operato della magistratura  auspichiamo che Gina Cetrone saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati”. Così in una nota il comitato promotore regionale ‘Cambiamo’ Lazio.