LE NUOVE SCOSSE RIPORTANO I COMUNI LAZIALI NELL’INCUBO. AD AMATRICE, DOPO AVER RESISTITO AL SISMA DI AGOSTO, NELLA NOTTE SI È ARRESO ANCHE LO STORICO PALAZZO ROSSO

Inevitabilmente, oltre che psicologicamente sui suoi già provati residenti, il comune di Amatrice è stato coinvolto ‘fisicamente’ da questa nuova recrudescenza sismica di queste ore. Dopo le violente scosse che il 24 agosto scorso hanno devastato il Centro Italia, ilpalazzo rosso di Amatric, l’imponente (ed unica) struttura rimasta in piedi quella maledetta notte, e divenuto il simbolo del terremoto, questa notte si è arreso accartocciandosi su se stesso. Oltre al palazzo rosso, è venuta giù anche la sede del comune di Amatrice. “Si tratta di palazzi già fortemente lesionati e rimasti in piedi soltanto parzialmente – ha riferito il sindaco Pirozzi all’Adnkronos – La cosa importante è che le torri di Amatrice stanno ancora in piedi, i simboli della città reggono”. Anche nel limitrofo – ed altrettanto ferito – comune di Arquata del Tronto, panico e disperazione, con la popolazione che era rientrata nelle case dichiarate agibili è tornata nella tendopoli per la notte o ha preferito dormire in auto. “Abbiamo rimesso delle brandine nella tenda allestita a mensa – ha riferito il sindaco Aleandro Petrucci all’Adnkronos – perché la gente non vuole tornare nelle case, ha giustamente paura. Ora dobbiamo capire cosa fare per il futuro e dobbiamo ripartire da capo, fare un censimento anche per l’agibilità delle case, per capire se le scosse di ieri hanno provocato danni anche in quelle dichiarate agibili. Certo, qui tornare nelle tende con queste temperature non è possibile. Dopo la prima scossa abbiamo preferito tornare qui – testimoniano i cittadini all’interno della palestra dove sono state organizzate  – non ci fidiamo a stare in altre strutture ma non vorremmo andare via. Però sulle case le lesioni sono peggiorate e le scosse continuano”.

M.